Crediti di carbonio, nuovo record. E Shell batte tutti
Nel 2025 le imprese hanno ritirato 202 milioni di tonnellate di Co₂ equivalente (MtCo₂e) di carbon credit, il livello più alto dal 2021 e il quarto anno consecutivo di crescita. È quanto emerge dal Transition Finance Tracker del Msci Institute, che analizza nel dettaglio i volumi e i principali acquirenti. Il ritiro dei crediti, che li elimina dal mercato una volta rivendicata la riduzione delle emissioni, avviene sia su base volontaria, nell’ambito delle strategie climatiche aziendali, sia per obblighi di compliance. Nel solo quarto trimestre, circa il 90% dei crediti ritirati proveniva da progetti di riduzione delle emissioni. Tra i principali acquirenti figurano Shell, Terpel, Banco BV e anche Eni (vedi il grafico sotto).
Un carbon credit rappresenta una tonnellata di Co₂ equivalente evitata o rimossa rispetto a uno scenario di riferimento. I crediti possono derivare da diverse tipologie di progetto: quelli legati alle energie rinnovabili (renewable energy) finanziano nuova capacità di generazione elettrica a zero emissioni, mentre i progetti di efficienza energetica (energy efficiency) riducono i consumi e le emissioni associate a edifici e processi produttivi. Accanto a questi si collocano i crediti di carbon engineering, basati sulla rimozione e sullo stoccaggio della C0₂ tramite soluzioni tecnologiche che non incrementano gli stock di biomassa.
Il report Msci include ulteriori categorie di crediti. I progetti di nature restoration puntano al ripristino di ecosistemi degradati, aumentando la capacità naturale di assorbimento del carbonio. I crediti Redd+ derivano da iniziative volte a ridurre le emissioni da deforestazione e degrado forestale, promuovendo al contempo la gestione sostenibile delle foreste. I crediti legati ai non-Co₂ gases riguardano la riduzione di gas serra come metano e protossido di azoto, spesso attraverso interventi su agricoltura, rifiuti o processi industriali. I progetti di fuel switch generano crediti sostituendo combustibili ad alta intensità carbonica con alternative a minori emissioni. Infine, il jurisdictional Redd+ estende l’approccio Redd+ a livello territoriale o nazionale, coinvolgendo governi e istituzioni pubbliche per ridurre la deforestazione su scala più ampia, con sistemi di monitoraggio e governance rafforzati.
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