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Private markets, Esg motore di più ritorni e materialità finanziaria
Negli investimenti sostenibili nei private markets il 2026 segna una fase di riposizionamento. Dopo un 2025 caratterizzato da volatilità, incertezza politica e cambiamenti nella comunicazione Esg, il mercato sta evolvendo verso approcci più focalizzati su ritorni finanziari, disciplina operativa e domanda reale di asset. È quanto emerge dal report Sustainable Investing in Private Markets: Repricing Around Returns and Financial Discipline, pubblicato da SG Analytics, società di advisory agli investitori di private equity a livello internazionale, secondo cui la sostenibilità viene sempre più valutata attraverso la sua capacità di contribuire a performance finanziarie, efficienza operativa e mitigazione del rischio.
DALLA NARRATIVA ESG ALLA DISCIPLINA DEL CAPITALE
Il report descrive un passaggio da strategie “narrative-driven” verso approcci più selettivi e legati alla materialità finanziaria. In questo contesto, l’Esg tende a essere considerato meno come elemento distintivo di marketing e più come parte integrante dell’analisi degli investimenti.
GREENHUSHING E COMUNICAZIONE PIÙ PRUDENTE
L’attività di investimento sostenibile rimane sostanzialmente stabile, ma cambia il modo in cui viene comunicata. Secondo i dati PitchBook citati nel report, solo il 7% degli investitori ha ridotto la comunicazione Esg, mentre il 23% sta adattando il messaggio in funzione dell’interlocutore.
Il fenomeno, definito greenhushing, riflette un contesto operativo più complesso, in cui gli operatori tendono a ridurre l’enfasi pubblica sulla sostenibilità senza modificare necessariamente l’integrazione dei criteri Esg nei processi decisionali. Parallelamente, gli investitori stanno privilegiando interventi con ritorni più visibili nel breve-medio periodo, come riduzione dei costi, miglioramenti operativi e gestione dei rischi, rispetto a iniziative percepite come più lunghe o difficili da misurare.
INFRASTRUTTURE E DOMANDA ENERGETICA GUIDANO IL CAPITALE
Uno dei principali driver della nuova fase è rappresentato dalle infrastrutture energetiche. Il report evidenzia che nel mondo gli asset under management climatici nei private markets hanno raggiunto circa 1.500 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbero superare i 2.000 miliardi entro la fine del decennio.
La composizione del capitale sta però cambiando. Il venture capital perde peso relativo, mentre le infrastrutture emergono come principale area di allocazione.
Secondo il report, la crescita della domanda energetica legata ai data center alimentati dall’intelligenza artificiale sta rafforzando ulteriormente questa dinamica. L’International Energy Agency prevede infatti che il consumo elettrico dei data center più che raddoppierà entro il 2030, sostenendo investimenti in rinnovabili, reti elettriche, sistemi di efficienza energetica e nuove fonti di alimentazione.
MATERIALITÀ FINANZIARIA E NUOVI STANDARD ESG
Il report evidenzia che il tema centrale non riguarda più la rilevanza della sostenibilità, ma il modo in cui viene valutata. Gli investitori stanno adottando approcci sempre più orientati alla materialità finanziaria, concentrandosi sui fattori Esg con impatti diretti su valutazioni, underwriting e gestione del rischio.
Questa evoluzione è sostenuta anche da una maggiore disponibilità di dati e dal rafforzamento degli standard di reporting. Secondo Lseg, 37 Paesi che rappresentano il 60% del Pil globale stanno convergendo verso sistemi di disclosure allineati.
Il rafforzamento delle metriche viene interpretato come risposta alle criticità emerse negli anni precedenti sul fronte del greenwashing e dell’utilizzo disomogeneo delle etichette Esg. In questo scenario, gli investitori attribuiscono crescente importanza a risultati misurabili, dati verificabili e integrazione dei fattori ESG nei modelli di valutazione.
INVESTITORI ISTITUZIONALI ANCORA PRESENTI
Nonostante un quadro normativo più articolato, la partecipazione istituzionale agli investimenti sostenibili rimane stabile. Circa il 73% degli asset owner continua a integrare criteri di sostenibilità nelle proprie strategie di investimento, secondo i dati Lseg riportati nel report. Le modifiche regolatorie in corso puntano soprattutto a semplificare i framework di finanza sostenibile, riducendo i costi di compliance pur mantenendo trasparenza e comparabilità delle informazioni.
Per i private markets, il quadro delineato dal report suggerisce quindi una trasformazione più che un arretramento: meno enfasi sulla narrativa Esg e maggiore attenzione alla capacità della sostenibilità di incidere concretamente su ritorni, resilienza e gestione del rischio lungo il ciclo di investimento.
Fabrizio Guidoni
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