Analisi dello studio di Swiss Sustainable Finance
La finanza Esg svizzera cresce (in silenzio)
Nonostante un contesto internazionale caratterizzato da deflussi e da un crescente scetticismo verso le strategie Esg, la finanza sostenibile svizzera continua a mostrare segnali di solidità: nel 2025 il volume degli investimenti sostenibili ha raggiunto 1.940 miliardi di franchi svizzeri, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge dalla ricerca Swiss Sustainable Investment Market Study 2026 pubblicata da Swiss Sustainable Finance, che evidenzia non solo la crescita del settore, ma anche una profonda trasformazione della finanza sostenibile nel mercato svizzero, sempre più orientata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali e alla gestione dei rischi climatici e naturali. In questo contesto, la sostenibilità viene interpretata sempre meno come una questione di decarbonizzazione e sempre più come una strategia di resilienza, innovazione e competitività di lungo periodo.
Hanno partecipato alla survey 77 istituzioni finanziarie svizzere di cui il 35% è rappresentato da banche, il 35% da asset manager e il 30% da asset owner.
LA SOSTENIBILITÀ CAMBIA LINGUAGGIO
Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio 2026 riguarda il divario tra pratiche di investimento sostenibile e comunicazione al mercato.
Secondo il report, non tutti gli investimenti sustainability-related vengono commercializzati con un’etichetta Esg. Tra gli asset manager svizzeri, quasi due terzi dei fondi sostenibili (64%) sono oggi promossi esplicitamente come tali. Diversa la situazione nei mandati di gestione patrimoniale, dove solo il 27% viene etichettato come sostenibile vista la natura personalizzata e bilaterale di tali accordi. Nei mandati, infatti, le considerazioni sulla sostenibilità vengono integrate direttamente nel rapporto con il cliente, senza necessità di ricorrere a etichette esterne.
A sostenere il mercato contribuiscono soprattutto le banche svizzere, le quali commercializzano come sostenibili il 55% dei propri fondi proprietari, una quota ben superiore alla media del mercato nazionale (21%). Inoltre, proprio questi prodotti hanno attirato la maggior parte dei nuovi flussi di raccolta nell’ultimo anno.
Secondo gli autori, l’industria finanziaria sembra fare più in materia di sostenibilità di quanto emerga dalla comunicazione pubblica, segno che l’impegno verso gli investimenti sostenibili resta più forte nelle pratiche che nelle dichiarazioni.
L’AI ACCELERA LA FINANZA SOSTENIBILE
Tra le novità più rilevanti emerse dallo studio figura l’adozione crescente dell’intelligenza artificiale.
Secondo lo studio, il principale fattore che spinge le organizzazioni finanziarie ad adottare strumenti di AI è il miglioramento della qualità delle decisioni di investimento, oltre alla riduzione dei costi e al mantenimento di un vantaggio competitivo.
Ancora più significativo è il cambiamento nelle applicazioni concrete. Se in passato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale era concentrato soprattutto nelle attività di reporting, oggi gli operatori la stanno integrando direttamente nei processi di decision making e nell’attività di due diligence, nella valutazione delle aziende, nell’analisi dei rischi e nello sviluppo di nuovi prodotti finanziari sostenibili.
GLI EVENTI CLIMATICI COME RISCHI FINANZIARI
Lo studio segnala inoltre una crescente attenzione verso gli eventi climatici estremi identificati dagli intervistati come il fattore di rischio nature-related più rilevante dal punto di vista finanziario, con un aumento marcato di materialità percepita rispetto all’anno precedente.
Sempre più aziende riconoscono nei propri report annuali gli effetti economici derivanti da eventi climatici estremi, mentre investitori e gestori rafforzano gli strumenti di analisi e gestione dei rischi naturali.
IMMOBILIARE SOSTENIBILE, IL SETTORE ACCELERA
Un capitolo specifico dello studio è dedicato agli investimenti immobiliari sostenibili.
Il real estate conferma una dinamica particolarmente positiva: nel 2025 gli investimenti immobiliari sostenibili hanno raggiunto 231 miliardi di franchi, con una crescita del 6,9%, superiore a quella dell’intero mercato sostenibile. Un dato particolarmente significativo se si considera che il settore immobiliare è responsabile di circa un terzo delle emissioni di CO₂ del Paese.
La maggioranza degli Asset Owner (il 94%) dichiara infatti di disporre di una specifica policy Esg dedicata agli investimenti immobiliari. Una tendenza che riflette il peso del real estate nei loro portafogli: per gli asset owner rappresenta circa il 25% degli investimenti, contro l’11% registrato dagli asset manager.
Noemi Primini
studiericercheSwiss Sustainable Finance