ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 136

10 Lug 2026
Directories Sustainability Trend Commenta Invia ad un amico
Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: Lseg Lipper - Swiss Sustainable Finance - Morningstar Sustainalytics - Responsible Investor - Aon

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…

Everything Green Flows, Europe: Q1 2026” (Lseg Lipper)

ARTICOLO: Europa: nel Q1 art. 8 accelerano, art. 9 col freno

Nel primo trimestre 2026 i fondi sostenibili europei hanno mostrato un andamento a due velocità. Secondo Lseg Lipper, i fondi articolo 8 hanno continuato a crescere sia per patrimonio sia per raccolta, trainati soprattutto dalle strategie monetarie e obbligazionarie, mentre i fondi articolo 9 hanno registrato un nuovo calo delle masse e deflussi, seppur inferiori rispetto al trimestre precedente. L’azionario resta il punto debole nonostante rappresenti la principale asset class per patrimonio. I fondi equity Esg continuano a perdere terreno rispetto alle strategie tradizionali, che nel trimestre hanno raccolto oltre 100 miliardi di euro, confermando il raffreddamento dell’interesse degli investitori verso questo segmento.

ABBIAMO PARLATO DELLA RICERCA…

Swiss Sustainable Investment Market Study 2026” (Swiss Sustainable Finance)

ARTICOLO: La finanza Esg svizzera cresce (in silenzio)

Nel 2025 la finanza sostenibile svizzera ha confermato la propria resilienza, nonostante il contesto internazionale meno favorevole. GLI investimenti sostenibili sono cresciuti del 3% a 1.940 miliardi di franchi. Lo studio evidenzia un settore in evoluzione, dove la sostenibilità viene sempre più interpretata come leva di resilienza e competitività. Cresce inoltre l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, impiegata non solo per il reporting ma anche nei processi di investimento, due diligence e gestione dei rischi. Parallelamente aumenta l’attenzione ai rischi climatici e naturali, mentre il real estate sostenibile si conferma tra i comparti più dinamici.

ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…

Transition or Illusion? What Capital Flows Reveal About Net Zero Credibility” (Morningstar Sustainalytics)

ARTICOLO: Morningstar: senza CapEx, transizione illusoria

la credibilità degli impegni climatici delle imprese dipende sempre più dagli investimenti in conto capitale (CapEx) e non solo da obiettivi o disclosure. L’analisi di Morningstar Sustainalytics evidenzia che, sebbene molte aziende abbiano definito strategie net-zero, solo una minima parte presenta piani di investimento dettagliati e finanziati in grado di sostenere una reale decarbonizzazione. Le traiettorie attuali delle oltre 11mila società analizzate restano infatti incompatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Le utilities guidano la transizione, soprattutto in Europa, ma a livello globale gran parte del CapEx è ancora destinata ad attività fossili. Per gli analisti, senza investimenti trasparenti e misurabili non è possibile valutare la reale credibilità della transizione climatica.

ABBIAMO PARLATO DELLA RICERCA…

Climate Risk and Resilience Survey 2026” (Responsible Investor)

ARTICOLO: Responsible Investor: solo il 21% giudica “buoni” i dati Esg

La crescente frequenza degli eventi climatici estremi sta spingendo investitori e aziende a rafforzare l’attenzione verso rischio fisico e resilienza. Secondo la survey oltre il 60% di asset manager e asset owner ha iniziato a valutare questi rischi solo negli ultimi tre anni, sebbene quasi l’80% li monitori già nei portafogli. Il principale ostacolo resta però la qualità dei dati, solo il 21% la considera adeguata, rendendo più difficile misurare l’esposizione e costruire portafogli resilienti.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

Human Capital Trends Study” (Aon)

ARTICOLO: Aon: aziende già in ritardo sulla formazione sulla AI

Secondo l’indagine di Aon le aziende riconoscono che il successo dell’intelligenza artificiale dipenderà soprattutto dalle persone. Nove aziende su dieci ritengono che l’Ai richiederà nuove competenze e indica adattabilità, leadership e gestione del cambiamento come priorità. Tuttavia, gli investimenti nella formazione restano limitati, se il 73% delle organizzazioni ha già avviato iniziative legate all’Ai, solo il 18% afferma che la maggior parte dei dipendenti ha seguito percorsi di reskilling o upskilling nell’ultimo anno. In Italia il ritardo è ancora più marcato, con un tasso di adozione dell’Ai inferiore alla media globale e una formazione del personale ancora insufficiente.

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