Banca d’Italia: la finanza al servizio della transizione
La finanza sostenibile deve accompagnare la transizione energetica e ambientale, selezionando i progetti da finanziare, valutando correttamente i rischi e sostenendo imprese e famiglie negli investimenti. È quanto afferma Paolo Angelini, direttore generale della Banca d’Italia, nell’intervento del 28 ottobre alla presentazione del Rapporto ASviS 2026.
Dopo una fase di rapida espansione, sostenuta dalle politiche climatiche e dall’interesse degli investitori, l’approccio alla finanza sostenibile sta cambiando. Secondo Angelini, ridurre l’esposizione verso le imprese dei settori più inquinanti, ma essenziali per l’economia, può rivelarsi una strategia miope. È preferibile sviluppare un rapporto di dialogo e consulenza per sostenere il miglioramento della loro performance ambientale.
Per valutare al meglio i rischi e le opportunità della transizione, gli intermediari necessitano di informazioni adeguate e di regole chiare e stabili. Le banche possono inoltre contribuire allo sviluppo dei prestiti verdi, offrendo credito a condizioni che riflettano la minore rischiosità degli investimenti in efficienza energetica e fornendo consulenza alle imprese.
Tra il 2022 e il 2024 la quota dei mutui verdi in Italia è raddoppiata, raggiungendo il 12% delle nuove erogazioni. Per le imprese, gli istituti di credito hanno ampliato l’offerta di strumenti dedicati agli investimenti per elettrificare i processi produttivi, autoprodurre energia rinnovabile e ridurre i consumi energetici. Le Pmi manifestano una crescente propensione a investire in efficienza energetica ma continuano a segnalare maggiori difficoltà di accesso ai finanziamenti rispetto alle grandi imprese. Occorre pertanto un rinnovato sforzo da parte del sistema bancario per assistere le PMI.
La Banca d’Italia ha inoltre pubblicato una proposta di definizione semplificata di prestito verde, basata sulle prassi operative osservate nel mercato italiano.
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