Il sondaggio di 2° Investing Initiative mostra grande confusione sul mondo dei rating Esg nella pratica. Primarie la volontà di divisione tra sustainability risks e footprint, e dei costituenti dei rating E, S e G. Ma in tanti pensano sia il caso di eliminare il rating aggregato
I giudici degli Stati Uniti limitano il potere dell’Environmental Protection Agency di emettere regolamenti per ridurre le emissioni di carbonio dalle centrali elettriche a carbone e a gas esistenti. La sentenza sul caso “West Virginia vs Epa” avrà ripercussioni sull'ambiziosa politica climatica della Casa Bianca
Bper Banca e il Gruppo Iren hanno sottoscritto una linea di credito Term Loan pari a 100 milioni di euro, della durata di 6 anni, a supporto degli investimenti correlati […]
Lorenzo Cherubini lancia un ambizioso progetto ambientale che sa tanto di compensazione per aver proseguito sulla strada dei concerti fuori dagli stadi. Diventa un caso scuola di greenwashing involontario
A inizio giugno è stata presentata 4s Platform, piattaforma digitale, progettata da esperti dell’industria della moda, che traccia, misura, verifica, migliora e comunica i dati sugli impatti ambientali e sociali […]
Sono visibili sul sito le conferenze registrate della ESG Business Conference dello scorso 15 giugno. La settima edizione della Conference, infatti, è stata unicamente in presenza (senza streaming), raccogliendo oltre […]
Più di quattro senior bankers su cinque (86%) affermano che il proprio istituto bancario sta pianificando nel 2022 di investire nel miglioramento dell’informativa finanziaria sul clima, alla luce dell’importanza che […]
S&P mette in luce un grande ritardo delle aziende sulle loro traiettorie di riduzione delle emissioni e di approvvigionamento di energia più verde. Inoltre, pochissimi fondi sono sulla strada per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi
Le tre istituzioni dell'Unione Europea hanno raggiunto un accordo di carattere politico sulla Csrd, la direttiva sulla rendicontazione non-finanziaria che andrà a sostituire la Non-financial reporting directive del 2014. Un ulteriore passo in avanti in un iter legislativo che si sta rivelando molto lungo e complesso.
I risultati mostrano che solo un terzo di tutte le aziende che presentano target net zero rispettano effettivamente il criterio minimo delle “4P” e che, in termini di trasparenza e integrità, gli impegni presi non sono sufficienti ad assicurare di raggiungere quanto previsto dall’Accordo di Parigi