ET.beyond_csrd/11 - Valeria Zofrea, Responsabile Sostenibilità

Assimoco: «Omnibus, fuori dall’obbligo la sostenibilità resta strategica»

1 Apr 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
La Responsabile Sostenibilità spiega che, nonostante l’Omnibus, il Gruppo prosegue volontariamente la rendicontazione secondo gli Esrs e i principi della Csrd, scelta già definita prima dell’esclusione. La sostenibilità resta un elemento strutturale e strategico, supportato da strumenti come la doppia materialità

L’uscita dal perimetro obbligatorio della Csrd non modifica le scelte già compiute, ma viene vissuta come un’opportunità per rafforzare il proprio posizionamento. Lo racconta Valeria Zofrea (in foto), Responsabile Sostenibilità del Gruppo Assimoco, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd con l’ entrata in vigore della Direttiva Omnibus.

Per il Gruppo, l’Omnibus non ha rappresentato un punto di svolta: «L’esclusione dall’obbligo normativo non ha comportato alcun cambiamento significativo», spiega Zofrea, sottolineando come la decisione di redigere un report volontario secondo gli Esrs e ispirato alla Csrd fosse già stata presa in precedenza. La semplificazione normativa è stata quindi letta «come un’opportunità per rafforzare il nostro posizionamento, non come motivo per fermarsi o ridurre l’impegno», racconta la manager. In questo quadro, la sostenibilità continua a essere considerata un elemento strutturale: «Non rappresenta una semplice risposta a sollecitazioni esterne, ma un fattore identitario in grado di orientare le scelte strategiche e creare valore nel lungo periodo», sottolinea Zofrea.

Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi?

Nel 2024, Assimoco ha avviato un iter di adeguamento alla Csrd lavorando a stretto contatto con la capogruppo R+V (R+V Versicherung AG, primario gruppo assicurativo in Germania, nonché compagnia di bandiera del Mondo Cooperativo tedesco).  L’obiettivo era contribuire alla redazione del bilancio di sostenibilità consolidato del gruppo. Per tutto il 2024, la Compagnia si è quindi concentrata sulla raccolta e sulla strutturazione dei dati qualitativi e quantitativi richiesti, oltre che sulla conduzione dell’analisi di doppia materialità, sviluppata seguendo le indicazioni metodologiche della capogruppo, ma declinata sulle specificità di Assimoco. Una volta conclusa questa prima fase e rispettate le tempistiche di gruppo, a partire da febbraio 2025, Assimoco ha avviato un secondo percorso, autonomo e distinto: la redazione del proprio report di sostenibilità volontario. Un lavoro condotto nei mesi successivi, fino al periodo estivo, che ha permesso alla compagnia di rielaborare e valorizzare l’esperienza maturata nel corso del 2024, costruendo un documento dedicato, redatto secondo gli Esrs e ispirato alla Csrd.

L’annuncio del pacchetto Omnibus da parte della Commissione Europea, il 26 febbraio 2025, che ha escluso molte imprese, in particolare le pmi, dall’obbligo di rendicontazione previsto dalla Csrd, non ha modificato la direzione intrapresa da Assimoco. La decisione di redigere il report di sostenibilità volontario seguendo gli Esrs e ispirandosi alla Csrd, era stata già presa prima di Omnibus, come scelta strategica consapevole e radicata nel nostro impegno verso la trasparenza e la sostenibilità. Pertanto, l’esclusione dall’obbligo normativo non ha comportato alcun cambiamento significativo per Assimoco. La nostra intenzione di proseguire, pur non essendo obbligati, era già chiara e determinata ancor prima dell’introduzione del pacchetto Omnibus. La semplificazione normativa è stata anzi vissuta come un’opportunità per rafforzare il nostro posizionamento, non come motivo per fermarsi o ridurre l’impegno.

L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità, budget e commitment del management?

Dal punto di vista interno, l’esclusione dall’obbligo non ha comportato un ridimensionamento del commitment del management né un cambio di priorità strategiche: la sostenibilità continua ad essere considerata un elemento strutturale e non contingente.

Come è evoluta la raccolta dei dati Esg? Continuerete a investire su sistemi e digitalizzazione?

Il percorso Csrd ha rappresentato anche un banco di prova sul fronte della raccolta dati Esg. L’identificazione dei temi materiali ha permesso di mappare le informative qualitative e quantitative rilevanti, assegnando responsabilità chiare ai rispettivi owner interni. Nel corso del 2024 sono stati effettuati, insieme alla capogruppo R+V, alcuni “dry run” su specifici set informativi, utili sia per rispondere alle esigenze del consolidato, sia per testare l’affidabilità del processo di raccolta ed elaborazione dei dati.

Redigere e pubblicare un report volontario di sostenibilità rappresenta per Assimoco una scelta strategica e consapevole. Pur non rientrando tra gli obblighi normativi, questa decisione si inserisce in un percorso di continuità con l’impegno già consolidato attraverso la redazione e pubblicazione della Dichiarazione Non Finanziaria, avviata nel 2019. L’obiettivo è quello di continuare a evolvere in coerenza con i valori e l’identità di Società Benefit che ci contraddistinguono, rafforzando il livello di trasparenza nei confronti di tutti i nostri stakeholder. Il 2024, primo anno di applicazione della Direttiva Csrd e di introduzione degli Esrs in sostituzione dei Gri, è stato quindi vissuto come un primo esercizio, un’occasione per consolidare e perfezionare il processo di rendicontazione, migliorare progressivamente la qualità dei dati e affinare l’approccio complessivo. In quest’ottica, la raccolta e la gestione dei dati Esg non sono destinate a essere messe in pausa, ma a evolvere ulteriormente, puntando a una maggiore efficienza, semplificazione e affidabilità delle informazioni.

Avete svolto l’analisi di doppia materialità? Come pensate di usarla in futuro?

L’analisi di doppia materialità è stata svolta congiuntamente con la nostra capogruppo R+V e ha rappresentato un passaggio fondamentale del percorso di rendicontazione. Il processo ha consentito di individuare i temi materiali rilevanti a livello di Gruppo, facendo al contempo emergere le specificità di Assimoco in quanto Società Benefit. La doppia materialità non è quindi stata concepita come un esercizio una tantum, ma come uno strumento strategico che intendiamo mantenere anche in futuro, a supporto della lettura dei rischi, delle opportunità e degli impatti lungo la nostra catena del valore.

Avete adottato gli standard Esrs? Prevedete di mantenerli anche nei prossimi anni?

Il report di sostenibilità di Assimoco, avviato a febbraio 2025, è stato redatto secondo gli Esrs e ispirato ai principi della Csrd, pur in un contesto di rendicontazione volontaria. Sono state incluse tutte le informative “core” previste dagli standard, mentre alcune delle informazioni soggette a phase-in, non ancora disponibili, non sono state rendicontate. Per il report 2026 (basato sui dati 2025) l’intenzione è quella di proseguire lungo il percorso già intrapreso, mantenendo sostanzialmente la stessa struttura e l’impostazione adottata nel primo report.

Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus? Posizionamento chiaro o attendista?

Assimoco ha adottato un approccio chiaro e coerente: il contesto Omnibus è un’occasione per riaffermare il proprio posizionamento.

Guardando al 2026, quali sono le priorità? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?

Per una realtà come la nostra, la sostenibilità non rappresenta una semplice risposta a sollecitazioni esterne, bensì un elemento identitario, capace di rafforzare la fiducia e garantire coerenza tra strategia, operatività e valori. In quest’ottica, guardando al 2026, la priorità di Assimoco è quella di proseguire lungo il percorso già intrapreso, confermando la scelta di redigere e pubblicare una rendicontazione volontaria di sostenibilità. Non intendiamo adottare un approccio minimale né sospendere il lavoro in attesa di nuovi sviluppi normativi, ma proseguire in modo coerente e progressivo, valorizzando l’esperienza maturata con il primo report e migliorando nel tempo processi, qualità dei dati e capacità di analisi. La Csrd continuerà quindi a rappresentare un riferimento rilevante, non tanto come vincolo normativo, quanto come quadro metodologico e culturale in grado di orientare le nostre scelte strategiche e di business, a supporto della creazione di valore nel lungo periodo.

Giulia Bandini

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