News 11 Lug 2018 CSR

Due ong Usa lanciano uno strumento per fondi weapon-free

Check-up risparmi: quanto investi in armi?

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Nel database ci sono oltre 3mila strumenti finanziari del mercato americano. Già 40 miliardi sono stati disinvestiti dal settore militare, ma la spesa Usa per gli armamenti è di 610 miliardi e anche fondi impact (almeno nel nome) hanno investimenti nel settore

Non è solo questione di etica. Investire in armi porta con sé anche rischi finanziari reali: un esempio è il crollo delle azioni di alcuni fabbricanti di armi dopo le notizie di una distensione tra le due Coree. In altri casi, l’addio agli investimenti nel settore militare ha aumentato le performance finanziarie.

In questo quadro, le ong statunitensi Codepink e As You Sow hanno lanciato uno strumento per permettere a ogni investitore di capire se ETF, fondi comuni o fondi pensione contengono anche investimenti in armi per uso militare e civile.

Weapon Free Funds è un database in cui, inserendo il nome dell’asset manager o del singolo strumento finanziario, si hanno dati precisi sull’esposizione nel settore degli armamenti. I capitali investiti sono suddividi per segmenti (è possibile sapere quanti sulle bombe a grappolo, quanti sulle armi nucleari e quanti in grandi contractor militari, oltre ai produttori e rivenditori di armi per uso civile). Interrogare il database è facile, e non mancano le brutte sorprese, con fondi anche impact (almeno nel nome) che contengono investimenti in aziende del settore militare.

Lo strumento è per adesso orientato verso il mercato Usa: ci sono oltre 3mila tra i più comuni fondi americani, gestiti da asset manager come Vanguard, Fidelity e BlackRock. L’obiettivo è duplice: «Permette agli investitori di capire se i loro investimenti in fondi comuni sono stati usati per finanziare produttori di armi militari o civili, e di trovare opzioni alternative e socialmente responsabili che evitino l’economia della guerra».

Secondo il rapporto «Don’t Bank on the Bomb» del premio Nobel per la pace Ican (Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari), nel 2017 si è registrato un aumento di ben 81 miliardi di dollari di nuovi investimenti in armi nucleari da parte di fondi e banche rispetto all’anno precedente. Nel loro comunicato, Codepink ed As You Sow stimano che negli Usa 40 miliardi di dollari siano già stati disinvestiti dal settore militare. Lo stato americano, però, secondo l’istituto di studi sulla pace di Stoccolma Sipri, nel 2017 ha investito in armi 610 miliardi di dollari, più di 15 volte tanto. Nel complesso, nel 2017 si è registrato un nuovo record storico sulla spesa pubblica in armamenti. L’anno scorso, infatti, 1.739 miliardi di dollari sono stati spesi dai diversi Paesi per gli armamenti, l’1% in più rispetto al 2016. Una cifra che nella realtà è molto maggiore, visto che il dato riguarda solo gli Stati con bilanci accessibili.

Veronica Ulivieri

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