Consulenza Esg/ PARLA la CEO e fondatrice

Deempact: «Esg come percorso di capacity building»

23 Set 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
La credibilità Esg nasce da dati verificabili, standard riconosciuti e competenze interne. Per Deempact sono centrali strumenti capaci di organizzare le informazioni, semplificare gli adempimenti e rispondere alle richieste degli stakeholder

La credibilità della sostenibilità passa sempre più dalla capacità delle imprese di trasformare dati, standard e richieste degli stakeholder in processi strutturati e gestibili nel tempo. In questa intervista della serie dedicata alle società di TOP.ESG CONSULENTI, Giada Storti, ceo e fondatrice di Deempact, spiega come accompagnare le aziende verso una maggiore autonomia nella gestione dei temi Esg, partendo dalla misurazione e dalla costruzione di competenze interne. La metodologia dell’advisor si concentra sulla qualità e verificabilità dei dati, sull’utilizzo degli standard riconosciuti e delle normative come strumenti di orientamento, e sull’organizzazione delle informazioni attraverso una piattaforma modulare capace di rispondere a esigenze diverse senza moltiplicare gli adempimenti.

Come aiutate i clienti a costruire una narrativa credibile per prevenire possibili accuse di greenwashing?

In Deempact guidiamo all’autonomia attraverso percorsi di capacity building, dove la responsabilizzazione è centrale e lo scopo è che l’azienda impari a riconoscere cosa è sostanziale e cosa no. In questo contesto, la credibilità nasce dal dato, perciò il nostro metodo parte dalla misurazione con riferimento a standard riconosciuti (come il Ghg Protocol o le Iso di riferimento), impiegando le normative come bussola: le rendiamo interpretabili e vicine, dove spesso appaiono distanti. Trasmettiamo che comunicare un aspetto non ancora ideale dal punto di vista Esg non è una colpa, ma la direzione da perseguire per il miglioramento. Diamo lo strumento per filtrare le proprie comunicazioni in trasparenza, per portare fuori un’immagine fedele a ciò che si può dimostrare, così che siano i valori a guidare e la conformità normativa ne discenda di conseguenza.

Come aiutate i clienti a mantenere relazioni costruttive con stakeholder multipli e spesso in conflitto in un contesto normativo in rapida evoluzione?

Il conflitto tra stakeholder è reale: le filiere promuovono l’avvio di percorsi di rendicontazione e certificazione, mentre la normativa, più incerta nell’ultimo anno, ne ha in parte rallentato l’urgenza. L’esperienza di chi utilizza Deempact, però, è che non serve mediare. La nostra web app è modulare: ogni compilazione di un modulo, come il bilancio di sostenibilità Esrs, richiede solo le informazioni previste dallo standard e genera un documento strutturato di conseguenza. Un materiale caricato una volta nella piattaforma, come il codice etico, risponde a più richieste; quando serve coinvolgere uno stakeholder è la piattaforma a interrogarlo, ne registra le risposte garantendo trasparenza e, contestualmente, meno lavoro per l’azienda. Rispondere alle diverse istanze diventa questione di attivare il modulo giusto su dati già organizzati, mentre l’accompagnamento che proponiamo guida allo sviluppo di competenze interne.

Il coinvolgimento e la pressione da parte di società civile e organizzazioni non governative è ancora rilevante o il loro peso si è ridotto?

Per le imprese che seguiamo, il peso di società civile e Ong raramente è diretto: arriva mediato dalla filiera, dunque dal capofiliera, dal cliente, dall’istituto di credito che richiedono garanzie Esg. Non si è ridotto ma trasmesso: un tema sollevato dalla società civile diventa, a valle, un requisito di filiera. Il discorso cambia per il Terzo Settore, dove la relazione con questi attori è diretta e costitutiva: è lì che uno strumento come il bilancio sociale diventa ideale per rendere conto alla comunità e agli stakeholder civili di cui è espressione. Distinguiamo perciò nettamente i due piani: indiretto per le aziende, centrale per le organizzazioni non profit.

Matteo Russo

0 commenti

Lascia un commento

Translate »