ESG.ICI 2026 / I fornitori finiscono sotto la lente Esg
Le imprese stanno progressivamente rafforzando la propria capacità di influenzare fornitori e partner commerciali, integrando aspettative Esg lungo l’intera catena del valore. È quanto emerge da ESG.ICI 2026 (ESG Identity Corporate Index), il primo assessment quantitativo che misura l’Identità Esg di un’azienda valutando i presidi e i processi che ne orientano le attività verso risultati sostenibili. Giunto all’undicesima edizione, l’Index ha coinvolto 109 aziende, confermando il massimo storico di partecipazione.
I risultati mostrano che tra gli strumenti utilizzati per aumentare l’influenza sulla filiera, la richiesta di adesione a un Codice di condotta per i fornitori risulta la pratica più diffusa sia tra le società quotate sia tra quelle non quotate. Seguono le attività di supporto e formazione dei fornitori e le iniziative di engagement finalizzate a prevenire o mitigare impatti Esg. Tra le società si registra inoltre una diffusione di strumenti quali l’inserimento di requisiti Esg nei contratti di fornitura e nei processi preliminari di qualifica dei fornitori, così come la comunicazione sulla possibilità di ricorso a misure di disengagement nei confronti dei fornitori che non rispettano le aspettative o i requisiti definiti dall’azienda.
Nel quadro più ampio delle pratiche adottate dalle imprese per gestire le relazioni con la propria catena di fornitura, si rileva inoltre che il 46% delle società quotate dispone di una politica di procurement, a fronte del 35% delle non quotate.
L’edizione 2026 si è conclusa a giugno con la presentazione delle analisi aggregate e dei best case durante l’evento ESG Business Conference 2026.
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