ET.beyond_csrd/12 - la posizione dell' azienda

Italian Exhibition Group: «Omnibus non cambia processi e governance»

8 Apr 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
La società evidenzia che, nonostante l’Omnibus, il percorso Csrd prosegue senza cambiamenti, con la sostenibilità integrata nella strategia. Il focus si concentra su qualità dei dati e doppia materialità, considerata uno strumento strategico per orientare decisioni e processi

L’uscita dal perimetro obbligatorio della Csrd non modifica il percorso intrapreso, ma ne conferma la natura strategica. Per Italian Exhibition Group, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd una volta entrata in vigore la Direttiva Omnibus, «l’impegno del gruppo in materia di sostenibilità non è mai stato guidato esclusivamente dalla compliance normativa», ma dalle priorità definite dall’Esg Strategy Plan 2025–2030.

Il percorso avviato ha inoltre rafforzato i processi interni, in particolare sul fronte dei dati e della governance: «La Csrd aveva accelerato la strutturazione di flussi informativi tracciabili e documentati attraverso ruoli definiti e piattaforme dedicate», dichiara l’azienda. In parallelo, il gruppo intende mantenere il processo di doppia materialità, considerato «uno strumento strategico per leggere in modo integrato impatti, rischi e opportunità e orientare le decisioni lungo l’intera catena del valore».

Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi?

L’impegno del gruppo in materia di sostenibilità non è mai stato guidato esclusivamente dalla compliance normativa, bensì dalle priorità definite dall’ “Esg Strategy Plan 2025 – 2030” che ha aggiornato il vecchio piano 2023-2028 pienamente integrato nella strategia aziendale. Pertanto, l’esclusione dell’obbligo Csrd non ha mutato il percorso intrapreso e gli obiettivi definiti.

L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità, budget e commitment del management?

Non mutando l’impegno del gruppo in materia di sostenibilità, non ci sono stati impatti sulle priorità interne e sulle risorse dedicate al raggiungimento degli obiettivi Esg, che sono stati riconfermati e rinnovati nel piano pluriennale al 2030 approvato dal cda lo scorso dicembre. Sicuramente i costi di compliance alla Csrd che verranno meno rappresentano un saving importante che ci permetterà di allocare risorse sui progetti.

Prima dell’esclusione avevate già rafforzato governance e processi interni? Oggi pensate di mantenere queste strutture?

Il gruppo aveva definito prima dell’entrata in vigore della Csrd una governance Esg, che potesse guidare e sostenere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Più in particolare, già dal 2024 era stato nominato un comitato endoconsiliare (‘Comitato di Remunerazione, Nomine e Sostenibilità’) che svolge una funzione consultiva e propositiva a supporto del cda, con l’obiettivo di analizzare impatti, rischi e opportunità legati ai temi Esg e monitorare le performance di sostenibilità aziendali. Esamina, congiuntamente al Comitato Controllo e Rischi, il corretto utilizzo degli standard adottati ai fini della redazione della Dichiarazione di Sostenibilità e la rendicontazione dei rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità anche nel medio-lungo periodo. Il Comitato è inoltre incaricato di esaminare le politiche Esg nonché le azioni intraprese per fare fronte agli impatti, rischi e opportunità identificati. Inoltre, il Comitato è composto da quattro membri del cda ed è coadiuvato da un ‘Comitato Operativo ESG’ cross funzionale composto da 10 membri.

Già da qualche anno poi il gruppo ha istituito la ‘funzione di sostenibilità’ guidata da un ‘Sustainability Manager’ all’interno dell’area Finance della capogruppo a riporto del group Cfo che attraverso il ‘Sustainability Team’ coordina le varie funzioni aziendali coinvolte nel processo di redazione della Dichiarazione di Sostenibilità, e supervisiona il Comitato Operativo Esg, che si occupa dell’implementazione operativa della Esg Strategy. Inoltre, in tema di processi interni il gruppo ha adottato e pubblicato una ‘Policy Esg’ che identifica i valori e gli impegni del gruppo in materia di sostenibilità. Oltre a questi obiettivi il gruppo internamente ha sviluppato procedure e prassi per garantire processi di monitoring, reporting and verification solidi e che garantiscano il massimo rigore nella rendicontazione di sostenibilità.

La redazione del rendiconto consolidato di sostenibilità ha richiesto una strutturazione del flusso dati e della definizione dei ruoli rigorosa fondamentale per la raccolta e la gestione degli stessi.  Queste procedure interne guidano la funzione di sostenibilità durante i diversi processi di raccolta, gestione e consolidamento dei dati che provengono dalle diverse funzioni e dalle differenti società appartenenti al gruppo.

Come è evoluta la raccolta dei dati Esg? Continuerete a investire su sistemi e digitalizzazione?

La Csrd aveva accelerato la strutturazione di flussi informativi tracciabili e documentati attraverso repository online. Per ogni esercizio di rendicontazione viene creata una piattaforma dedicata dove i soggetti responsabili del flusso dati vengono profilati con ruoli come ‘data owner’ (normalmente il soggetto che conferma la qualità del dato ed ha la responsabilità dello stesso) ed il ‘data provider’ (la figura operativa che è in possesso del dato, responsabile della raccolta delle evidenze relative allo stesso). I ruoli sono stati strutturati anche per quanto riguarda le diverse società del gruppo, sia in Italia sia all’estero. Non vediamo in questo momento variazioni nel processo interno, che puntiamo a consolidare.

Avete svolto l’analisi di doppia materialità? Come pensate di usarla in futuro?

L’analisi di doppia materialità è stata fatta per la prima volta sul 2024 ed in seguito rinnovata per la rendicontazione 2025. Il gruppo desidera per ora mantenere il processo di doppia materialità in quanto funzionale alla corretta e strutturata definizione dei temi rilevanti, coerenti con il nostro modello di business e i relativi Iro. L’analisi è a tutti gli effetti uno strumento strategico in grado di garantire una visione d’insieme del business, degli impatti, dei rischi e delle opportunità che consentono la definizione di azioni e obiettivi che siano in grado di avere effetti precisi ed efficaci non solo nelle operazioni proprie del gruppo ma anche sulla catena del valore.

Le semplificazioni Esrs e i Vsme possono essere utili?

Le raccomandazioni Efrag possono essere molto utili soprattutto relativamente alla fair presentation che garantisce la possibilità di raccontare efficacemente le performance di sostenibilità del gruppo, favorendone anche la comparabilità con altri operatori del settore. Per quanto riguarda gli standard Vsme, abbiamo fatto una prima analisi del framework, ma il gruppo non li sta valutando in questo momento.

Quali stakeholder hanno inciso di più nelle vostre scelte?

Il coinvolgimento degli stakeholder nella definizione della nostra strategia di sostenibilità, prima ancora dell’entrata in vigore della Csrd, è stato il primo passo. Abbiamo avviato un processo di ascolto tramite interviste e gruppi di lavoro che ci permettesse di tenere conto del loro punto di vista per assicurarci una piena comprensione del contesto, del nostro posizionamento e delle aspettative non solo degli stakeholder esterni, ma anche di quelli interni. Le due prospettive interconnesse, peraltro concettualmente alla base della doppia materialità, ci hanno permesso di delineare la strada da percorrere, quindi più che di pressioni, il confronto e il lavoro fatto con gli stakeholder ha rappresentato per noi un’opportunità.

Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus?

Il gruppo interpreta il proprio impegno sulla sostenibilità non come un esercizio di compliance, ma come espressione diretta dei propri valori e dei propri impegni verso gli stakeholder e le comunità interessate e in quanto tale continueremo a comunicare coerentemente.

Guardando al 2026, quali sono le priorità? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?

Il gruppo, in questo momento, è impegnato nell’elaborazione della rendicontazione 2025 in conformità agli Esrs. Le priorità sono delineate attraverso la Esg Strategy 2025 – 2030 che definisce gli obiettivi fino al 2030. I valori di IEG sono chiari e definiti nella policy di sostenibilità. Valuteremo sempre le evoluzioni normative in materia incorporandole in modo funzionale nel nostro modello di business e nell’esecuzione della strategia.

Giulia Bandini

0 commenti

Lascia un commento

Translate »