esg business conference 2026 / seconda tavola rotonda
Liberi di comunicare? Con ESG Identity al centro
La sostenibilità non è più soltanto una questione di compliance. In uno scenario caratterizzato da semplificazioni normative, crescente attenzione ai rischi di greenwashing e nuove aspettative da parte di investitori, clienti e stakeholder, il vero fattore distintivo diventa l’Identità Esg dell’organizzazione e la capacità di comunicarla in modo credibile. È quanto emerso dalla tavola rotonda “Comunicare l’identità Esg, tra l’eccesso del greenwashing e quello del greenhushing”, tenutasi il 17 giugno nell’ambito della ESG Business Conference 2026.
IDENTITÀ ESG COME FIDUCIA
Ad aprire il confronto è stato Giovanni Marsili, partner di Gianni & Origoni, che ha posto al centro il tema della fiducia. «La fiducia è il presupposto. Il presupposto della fiducia è l’identità», ha affermato, sottolineando come la credibilità si costruisca attraverso dati verificabili e una comunicazione coerente con la strategia aziendale. In questa prospettiva, la Csrd rappresenta un principio identitario prima ancora che un obbligo di rendicontazione. Secondo Marsili, la sfida non è scegliere tra greenwashing e greenhushing, «la risposta è darsi un’identità e comunicare in modo verificabile, coerente e corretto» ha sottolineato. Un percorso che richiede il coinvolgimento della governance e il coordinamento tra funzioni legali, di compliance, sostenibilità e comunicazione.
Una riflessione condivisa da Libero Giunta, responsabile funzione finanza di Fondo Cometa. Per i fondi pensione, ha spiegato, l’attenzione ai temi Esg deriva direttamente dalla propria missione istituzionale. «L’Identità Esg è una logica conseguenza della natura dei fondi pensione negoziali e resta strettamente collegata all’obiettivo di lungo periodo della previdenza. La nostra Identità Esg ha motivo d’essere perché è assolutamente coerente con l’obiettivo di rendimento del fondo», ha sottolineato Giunta.
LA SOSTENIBILITÀ CREA VALORE
Il passaggio da una sostenibilità percepita come tema reputazionale a una sostenibilità sempre più integrata nel business è stato al centro dell’intervento di Chiara Locati, Investor Relations and ESG Executive Director di Industrie De Nora. «La sostenibilità vale se ha un impatto, se ha un valore strategico, se crea valore», ha osservato. Secondo Locati, investitori e clienti chiedono oggi evidenze concrete: dall’integrazione dei rischi Esg nei sistemi aziendali fino agli impatti generati dai prodotti lungo il loro ciclo di vita. A dimostrarlo sono le richieste sempre più frequenti di analisi Lca (Life Cycle Assessment): «Abbiamo ricevuto nell’ultimo anno già più di dieci richieste da clienti di elevato standing», ha spiegato, evidenziando come sostenibilità e competitività siano ormai sempre più interconnesse.
OLTRE LA RENDICONTAZIONE
Per Lorenzo Persi, direttore amministrazione, finanza, controllo e regolazione di MM, la sostenibilità è strettamente legata alla missione aziendale e al rapporto con il territorio: «Quando abbiamo definito la nostra mission, che si riassume nel motto “La tua città, il nostro impegno”, emerge forte questo rapporto con la comunità, con il territorio, con l’ambiente che ci circonda». In questo contesto si inserisce anche la scelta di diventare società benefit. La relazione d’impatto, ha spiegato Persi, viene utilizzata non come un mero adempimento normativo, ma come uno strumento di dialogo con cittadini e stakeholder.
Infine, Simona Panseri, responsabile comunicazione, relazioni esterne, arte e cultura di Cassa Depositi e Prestiti, ha richiamato la necessità di mantenere coerenza tra obiettivi e azioni: «I fattori Esg possono diventare un fattore identitario nella misura in cui si mantiene coerenza rispetto alla definizione degli obiettivi e al perseguimento di questi obiettivi». Secondo Panseri, la comunicazione Esg deve oggi evolvere verso una maggiore concretezza. «Le persone vogliono sostanza, vogliono soluzioni e non problemi», ha osservato, indicando la necessità di passare «da una narrativa della rendicontazione a una narrativa delle soluzioni», capace di raccontare gli impatti generati sui territori e sulle comunità.
Giulia Bandini
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