Un'analisi sul Ftse Mib
Libri / Così si crea il “successo sostenibile”
«Per consolidare la sostenibilità come leva strategica in linea con la finalità del “successo sostenibile”, i Consigli di amministrazione dovrebbero attribuire ai comitati endoconsiliari con deleghe sulla sostenibilità non solo un compito di monitorare il raggiungimento dei Kpi, ma anche di istruire e proporre politiche e piani futuri». È una delle raccomandazioni operative contenute nel volume di recente pubblicazione “Corporate governance e sostenibilità . Il governo della sostenibilità nelle grandi aziende quotate” (Egea, 2026) e basato sull’analisi dei modelli e i processi di governance adottati dalle principali società italiane quotate (Ftse Mib) per affrontare la transizione sostenibile. Il libro è stato curato da Alessandro Zattoni (Professore Ordinario di Corporate Strategy e Corporate Governance presso l’Università Luiss Guido Carli) e da Marco Minciullo (Ricercatore di Strategia Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Altis), con prefazione di Marisa Parmigiani (consigliere delegato della Fondazione Unipolis e presidente di Sustainability Makers).
La ricerca, che presenta i risultati del progetto di ricerca Gost – Governance of Sustainable Transition, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Next Generation Eu, ha unito due approcci: l’analisi trasversale sul Ftse Mib di alcuni temi (per esempio, presenza dei comitati di sostenibilità e Kpi della remunerazione collegati ai temi di sostenibilità ) da parte dei ricercatori (che hanno condotto interviste presso 32 imprese); le esperienze dirette (presentate dagli stessi manager della sostenibilità ) di 14 imprese appartenenti al Ftse Mib: Azimut, Banca Mediolanum, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Nexi, A2a, Eni, Hera, Saipem, Snam, Buzzi, Campari, Inwit, Tim. I casi aziendali sono inclusi nel volume suddivisi per settore e presentati facendo ricorso alla medesima struttura articolata in: profilo dell’azienda, strategia di sostenibilità , figure chiave, governance della sostenibilità , pratiche e risultati, conclusioni.
APPROCCIO PASSIVO O PROATTIVO
L’analisi complessiva delle imprese analizzate fotografa due estremi nell’approccio alla sostenibilità : da un lato, un orientamento a monitorare e a gestire eventuali rischi ambientali e sociali; dall’altro, la sua integrazione come leva competitiva per creare valore economico, sociale e ambientale. Il primo approccio porta alla creazione di un Comitato controllo e rischi dotato di limitate competenze di sostenibilità e orientato a contenere il possibile impatto negativo dei rischi sociali e ambientali, cui si affianca un comitato manageriale finalizzato alla valutazione ex post e alla rendicontazione degli impatti e un manager di sostenibilità volto a garantire il rispetto della normativa nazionale e internazionale. Il secondo approccio si traduce nella creazione di un Comitato di sostenibilità composto da persone competenti in materia di sostenibilità e orientato a generare politiche innovative in materia sociale e ambientale, affiancato da un comitato manageriale che valuta le attività ex ante e da un manager della sostenibilità che affianca il top management nella definizione degli obiettivi e delle politiche da perseguire su questo fronte.
IL NUOVO MANAGER DEGLI ESG
In questo quadro, l’analisi dell’evoluzione del profilo dei manager della sostenibilità , indicano gli autori, evidenzia alcuni temi critici: assicurare la coerenza del sistema di governance della sostenibilità , cioè la «collaborazione e la coerenza delle azioni intraprese dai vari attori coinvolti sul tema»; coinvolgere i manager della sostenibilità nella formulazione della strategia; integrare competenze diverse per affrontare in modo efficace i temi di sostenibilità ; costruire una cultura aziendale orientata alla sostenibilità . «La gestione delle risorse umane assume un ruolo strategico nell’integrazione degli aspetti sociali della sostenibilità e nella trasformazione della cultura organizzativa», aggiungono gli autori indicando che, in prospettiva, «i manager delle risorse umane dovranno svolgere un ruolo attivo nel promuovere la sostenibilità aziendale, supportando la costruzione di una cultura e delle competenze organizzative necessarie per formulare e gestire con successo le iniziative di sostenibilità ».
Dalla lettura trasversale delle diverse testimonianze dei casi aziendali presentati nella seconda parte, inoltre, si può osservare «la convergenza verso strutture di governance e manageriali che istituzionalizzano il coordinamento delle tematiche di sostenibilità », con la formazione così di una «governance multilivello».
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