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Onofri (Consob): «Dalle aziende un salto di qualità»

24 Giu 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Dal 2018 le società quotate hanno compiuto un percorso significativo, passando «da un mondo volto prevalentemente a un'informativa ad una gestione strategica». La sostenibilità sta passando da linguaggio della responsabilità a linguaggio del mercato. La Consob continuerà nel suo approccio di accompagnamento alle nuove regole

La sostenibilità sta passando da linguaggio della responsabilità a linguaggio del mercato. È questo il messaggio principale che emerge dall’intervista a Guglielmina Onofri, funzionario generale di Consob, durante l’undicesima edizione di ESG Business Conference. Il 2025 e i primi mesi del 2026 hanno aperto una nuova fase per la sostenibilità, di complessità, ma anche di ridefinizione delle priorità strategiche. Nell’intervista Onofri offre una riflessione sul grado di maturità delle imprese nell’attuale fase di transizione Esg e su cosa attendersi nei prossimi anni.

Dal 2018, le società quotate hanno compiuto un percorso significativo. «C’è stato un salto di qualità», ha spiegato Onofri indicando come, per esempio, il coinvolgimento del consiglio di amministrazione sia «aumentato tantissimo nel corso degli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda i temi della doppia materialità. Non si tratta più solo di compliance: sono cresciuti i comitati endoconsiliari dedicati, si è rafforzato il dialogo con gli stakeholder e la performance Esg incide ormai sulla remunerazione degli amministratori». Un passaggio, sottolinea Onofri, «da un mondo volto prevalentemente a un’informativa ad una gestione strategica».

Con l’innalzamento delle soglie previsto dalla direttiva Omnibus diverse società potrebbero non rientrare più negli obblighi di rendicontazione a partire dal 2027. La domanda chiave è se queste imprese continueranno comunque a comunicare le informazioni Esg. «Sarà interessante capire quale approccio adotteranno — ha osservato Onofri —. Parlando con alcune società, abbiamo riscontrato una certa propensione a continuare, perché ormai sono informazioni strutturali e rilevanti per comprendere l’attività dell’impresa». Un segnale incoraggiante, anche se resta il nodo dei piani di transizione climatica: solo il 13% delle aziende del campione analizzato dichiara pubblicamente di averne implementato uno.

La sostenibilità è ormai un criterio in base al quale si decide dove va il capitale. Poche settimane fa Consob ha pubblicato anche un Quaderno di finanza sostenibile in cui individua un greenium del 23% in termini di costi di finanziamento per le imprese non finanziarie che emettono titoli ESG-labelled. A incidere non solo le caratteristiche dell’obbligazione, ma anche il profilo Esg dell’emittente, che impatterebbe non solo per i titoli Esg ma anche per le obbligazioni tradizionali. Sempre nello studio si indica che la stima di un potenziale premio di sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’attività delle autorità di vigilanza, poiché consente di valutare se i mercati finanziari riflettano correttamente gli attributi Esg nei prezzi e se eventuali errori di valutazione possano segnalare rischi emergenti o inefficienze di mercato. «Quello che dovremmo evitare – ha commentato Onofri – sono comportamenti opportunistici da parte di imprese che dichiarano strumenti o attività rivolte alla sostenibilità proprio per beneficiare di questa possibile riduzione del costo del finanziamento e dovremmo verificare che ciò corrisponda poi effettivamente alla strategia perseguita dall’impresa».

Tra greenwashing (comunicazioni fuorvianti sulle proprie credenziali ambientali) e greenhushing (la scelta di non comunicare per prudenza o incertezza) le imprese navigano in acque complesse. Di fronte a questa complessità, l’approccio dell’Authority è articolato su più livelli: ascolto delle difficoltà operative delle imprese, accompagnamento nell’implementazione delle nuove regole, indicazioni sulle prassi di riferimento. Ma anche monitoraggio attento. E ovviamente intervento «qualora dovessero esserci dei problemi di una non corretta informazione al mercato».

Elena Bonanni

Guarda l’intervista completa a Guglielmina Onofri sul palco della ESG Business Conference

Consulta i materiali e i video della ESG Business Conference sul sito dell’evento www.esgbusiness.it

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