report bain sui freni strutturali agli esg

Per l’Asia supergreen è tempo di decisioni

25 Mag 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il Far East è pronto ad accelerare Esg, trainato dalla transizione elettrica. Ma è frenato dalle mancanze infrastrutturali. In breve tempo, dovrà ri-disegnare il quadro di investimenti di supporto, o rischiare di perdere un'occasione storica

L’economia verde del Sud-Est asiatico non è più solo un’opportunità futura: sta già crescendo a ritmi sostenuti. Il mercato ha oggi un valore stimato di circa 290 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà i 430 miliardi entro il 2030. La domanda sta crescendo rapidamente nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’industria, con il capitale che segue dove la redditività commerciale è evidente. Tuttavia, i risultati rimangono disomogenei, non per mancanza di ambizione o di finanziamenti, ma perché i sistemi faticano a convertire il capitale disponibile in progetti realizzati.

Le valutazioni sono contenute in una recente analisi di Bain, nella quale sono individuate le ragioni di questa crescita, nonché i potenziali e pericolosi “colli di bottiglia” che potrebbero comprometterne l’efficacia. La transizione asiatica verso un’economia verde è ormai indirizzata, alla luce della crescente domanda proveniente dai veicoli elettrici, dai data center e dall’intelligenza artificiale, nonché da altri settori. «La sfida principale – spiega però il report – non è più quella di mobilitare capitali, bensì di garantire che i sistemi e le architetture di mercato riescano a tenere il passo con la domanda e gli impegni di investimento».

Infatti, spiega Bain, mentre la domanda di energia verde è destinata a concretizzarsi in uno o tre anni, poiché la regione cerca di attrarre investimenti legati all’IA e all’elettrificazione, la costruzione delle infrastrutture di rete richiede dai cinque ai 15 anni. «Questo squilibrio – scrivono gli analisti – ha reso la rete un vincolo fondamentale che determina sempre più dove fluiscono i capitali».

Il tempo, dunque, diventa cruciale. In quanto, in relazione allo squilibrio su menzionato, si gioca la partita degli investimenti sul futuro.

Il mercato dei veicoli elettrici (Ev) nel Sud-Est asiatico (Sea) ha raggiunto un punto di svolta, con diversi Paesi che figurano ormai tra quelli in più rapida crescita a livello globale. Tuttavia, circa il 70% del valore dei veicoli elettrici continua a confluire al di fuori della regione, e il Sea assorbe solo circa il 2% della produzione mondiale di veicoli elettrici. Le decisioni delle piattaforme produttive verranno definite tra il 2025 e il 2028, riducendo il margine di manovra della regione per tradurre la domanda in un vantaggio industriale duraturo.

Se attuata in modo efficace, la Sea può sbloccare ulteriori 80 miliardi di dollari di investimenti entro il 2030 e rafforzare la propria posizione nell’economia verde globale. Tuttavia, il margine di tempo a disposizione è limitato. Le decisioni prese nei prossimi 24-36 mesi determineranno se il capitale si moltiplicherà o se finirà altrove.

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