ET.beyond_csrd/5 - Marco Palmieri, Presidente e CEO
Piquadro: «Csrd come governo di business, non solo compliance»
In un contesto normativo ancora incerto, la scelta non è attendere l’esito dell’Omnibus, ma consolidare un modello di sostenibilità integrato e funzionale al business. Lo racconta Marco Palmieri (in foto), presidente e amministratore delegato del Gruppo Piquadro, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd una volta entrata in vigore la Direttiva Omnibus.
Nonostante l’accordo sul pacchetto Omnibus preveda l’uscita dal perimetro Csrd per l’anno fiscale 2026/2027, la scelta è chiara: «Proseguire il percorso di rendicontazione e integrazione della sostenibilità , considerandolo non solo come un adempimento normativo, ma come uno strumento di gestione e di governo del business», spiega Palmieri. La prevista uscita dall’obbligo «non comporterà un disimpegno, ma potrà consentire una riallocazione più efficiente delle risorse», mantenendo un commitment elevato del management e privilegiando le attività «a maggiore valore strategico e gestionale, piuttosto che un approccio puramente compliance-driven». Il rafforzamento della governance Esg era già stato avviato in vista della Csrd. Ora, l’obiettivo è costruire «un modello snello, capace di supportare le decisioni strategiche e il monitoraggio delle performance», dichiara il Ceo, evitando apparati pensati esclusivamente per la rendicontazione. La doppia materialità , già condotta, viene considerata uno strumento strategico utile, da mantenere in forma più agile e coerente con l’evoluzione del contesto e del modello di business.
Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi? L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità , budget e commitment del management?
Nonostante l’accordo sul pacchetto Omnibus preveda l’uscita dal perimetro Csrd, il Gruppo Piquadro sceglierà comunque di proseguire il percorso di rendicontazione e integrazione della sostenibilità , considerandolo non solo come un adempimento normativo, ma come uno strumento di gestione e di governo del business. La decisione sarà quella di mantenere un perimetro coerente con i principi Csrd, concentrandosi però sugli ambiti maggiormente rilevanti per il Gruppo, in linea con la propria strategia industriale e con le aspettative degli stakeholder. L’eventuale uscita dall’obbligo non comporterà un disimpegno, ma potrà consentire una riallocazione più efficiente delle risorse. Il commitment del management rimarrà elevato, mentre sul piano operativo si cercherà di razionalizzare alcune attività , privilegiando quelle a maggiore valore strategico e gestionale, piuttosto che un approccio puramente compliance–driven.
Prima dell’esclusione avevate già rafforzato governance e processi interni? Oggi pensate di mantenere queste strutture?
Nonostante l’accordo sul pacchetto Omnibus preveda l’uscita dal perimetro Csrd, il Gruppo Piquadro aveva già avviato un rafforzamento della governance Esg, strutturando ruoli, responsabilità e flussi informativi trasversali alle diverse funzioni aziendali. La sostenibilità è stata progressivamente integrata nei processi decisionali, con il coinvolgimento delle funzioni chiave e un presidio diretto da parte del management. L’orientamento è quello di mantenere le strutture Esg attivate, evitando però duplicazioni o complessità eccessive.
L’obiettivo è consolidare un modello snello, capace di supportare le decisioni strategiche e il monitoraggio delle performance, piuttosto che costruire apparati pensati esclusivamente per la rendicontazione normativa. Infine, emerge una grande sfida, rappresentata dalla necessità di rafforzare i sistemi di controllo interno sulle informazioni di sostenibilità : mentre i sistemi di controllo interno in ambito finanziario risultano consolidati, quelli relativi ai dati non finanziari sono ancora in fase di costruzione. Questa rappresenterà un’area in cui si concentreranno investimenti in futuro sia da un punto di vista dei processi che dal punto di vista della digitalizzazione e competenze.
Come è evoluta la raccolta dei dati Esg? Continuerete a investire su sistemi e digitalizzazione?
Nel percorso verso la Csrd, il Gruppo ha lavorato per migliorare la qualità e l’affidabilità della raccolta dati Esg, avviando una maggiore strutturazione dei processi e l’utilizzo di strumenti digitali a supporto, soprattutto per gli indicatori ambientali e sociali più rilevanti. Il lavoro sui dati Esg verrà implementato intervenendo in ottica di semplificazione e proporzionalità , così da rendere i sistemi realmente funzionali al business e non eccessivamente onerosi.
Avete svolto l’analisi di doppia materialità ? Come pensate di usarla in futuro?
L’analisi di doppia materialità è stata condotta ed è stata utilizzata come base per individuare i temi prioritari per il Gruppo, sia in termini di impatti, sia di rischi e opportunità . La doppia materialità viene considerata uno strumento strategico utile, che il Gruppo intende mantenere, rivedendolo periodicamente in forma più agile e semplificata, coerente con l’evoluzione del contesto e del modello di business.
Le semplificazioni Esrs e i Vsme possono essere utili?
Le indicazioni Efrag sulla semplificazione degli Esrs sono ritenute utili anche al di fuori dell’obbligo Csrd, perché aiuteranno a focalizzarsi sugli elementi davvero rilevanti, evitando una rendicontazione dispersiva. Al momento il Gruppo non prevede nel breve periodo di adottare i Vsme (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-listed SMEs, Standard Volontario di Rendicontazione della Sostenibilità per le Pmi non quotate) benché siano considerati un possibile riferimento per il futuro, soprattutto come strumento di dialogo con la filiera e per garantire coerenza e comparabilità .
Quali stakeholder hanno inciso di più nelle vostre scelte?
Nel decidere come proseguire il percorso avviato con la Csrd, hanno avuto un peso significativo:
- gli stakeholder interni, in particolare il management e i dipendenti, che vedono nella sostenibilità un elemento di solidità e di reputazione dell’azienda;
- il mercato e i clienti, sempre più attenti a trasparenza, tracciabilità e responsabilità lungo la catena del valore.
Meno determinante, invece, è stata la pressione puramente normativa, rispetto a una spinta più strutturale legata al posizionamento competitivo.
Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus? Posizionamento chiaro o attendista?
Nonostante l’accordo sul pacchetto Omnibus preveda l’uscita dal perimetro Csrd, il Gruppo adotterà un approccio prudente e trasparente, evitando annunci di discontinuità e sottolineando invece la continuità del percorso intrapreso, pur in un contesto normativo mutato. Il Gruppo Piquadro continuerà a lavorare sulla sostenibilità come leva strategica, senza però legarla esclusivamente al quadro regolatorio.
Guardando al 2026, quali sono le priorità ? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?
Il nostro Gruppo opera da sempre ispirandosi ai valori di integrità , correttezza e trasparenza oltre che attenzione alla passione per il lavoro, la qualità e la produzione. Siamo sempre più consapevoli dell’importanza delle persone, vero patrimonio del Gruppo, e delle loro competenze, oltre che del rispetto dei valori ambientali, delle comunità e del territorio. Per questo continueremo ad impegnarci per garantire la sostenibilità del suo modo di operare con l’adozione di modelli di comportamento che rispettino profondamente tutti.
Le priorità saranno: consolidare l’integrazione dei temi Esg nella strategia e nei processi decisionali, migliorare ulteriormente la qualità dei dati e degli indicatori chiave, mantenere un sistema di rendicontazione snello, proporzionato e utile al management. La Csrd continuerà a rappresentare un riferimento metodologico, più che un vincolo normativo. I suoi principi (materialità , integrazione strategica, trasparenza) resteranno alla base delle scelte di business, indipendentemente dall’evoluzione degli obblighi formali.
Giulia Bandini
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