ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE
Quelli che… studiano la sostenibilità/ 135
Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Quaderno di finanza sostenibile 2026” (Consob)
ARTICOLO: Consob: greenium del 23% sui bond italiani
Le obbligazioni sostenibili consentono alle imprese italiane di finanziarsi a costi inferiori rispetto ai titoli tradizionali grazie al cosiddetto “greenium”. È quanto emerge dallo studio della Consob che ha analizzato oltre 3.300 bond emessi da soggetti italiani. In fase di emissione, i titoli Esg presentano rendimenti medi inferiori di circa un punto percentuale rispetto alle obbligazioni convenzionali, con un vantaggio particolarmente marcato per le imprese non finanziarie. Lo studio evidenzia inoltre che il mercato considera non solo le caratteristiche del singolo bond, ma anche il profilo Esg complessivo dell’emittente. Un rating di sostenibilità più elevato può quindi ridurre i costi di finanziamento. Secondo Consob, anche il nuovo standard europeo Eugb potrebbe rafforzare il greenium e ridurre i rischi di greenwashing.
ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…
“Systemic and Complex Risk Governance for Europe’s Preparedness and Sustainability” (Istituto per la Politica Ambientale Europea e Ecologic Institute)
ARTICOLO: Rischi Esg, governance Ue sia anticipatoria
L’Europa deve adottare una governance più anticipatoria e integrata per affrontare i rischi ambientali sistemici che interessano energia, finanza, alimentazione ed ecosistemi. Il report descrive l’attuale contesto come una “policrisi” caratterizzata dall’interazione tra cambiamento climatico, perdita di biodiversità, tensioni geopolitiche e shock economici. Inoltre competitività, resilienza e preparedness risultano strettamente connesse e la gestione dei rischi sistemici rappresenta una condizione essenziale per l’efficacia dell’azione europea. Lo studio individua tre priorità di azione: integrare le dipendenze ambientali nelle politiche economiche, rafforzare la capacità di adattamento e il coordinamento istituzionale, e sviluppare strumenti di governance anticipatoria.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Global Sustainable Fund Flows: Q1 2026 in Review” (Morningstar Sustainalytics)
ARTICOLO: Segnali Esg: l’Europa rilancia raccolta 2026
I fondi sostenibili globali hanno registrato nel primo trimestre un ritorno ai flussi positivi, con una raccolta netta di 3,5 miliardi di dollari dopo i forti deflussi della fine 2025. La ripresa è stata trainata dall’Europa, che ha raccolto 9,1 miliardi di dollari grazie soprattutto ai fondi passivi Esg, mentre negli Stati Uniti i riscatti sono proseguiti per il quattordicesimo trimestre consecutivo, penalizzati dal clima politico anti-Esg. Nonostante il miglioramento dei flussi, il patrimonio complessivo dei fondi sostenibili è sceso del 10% per effetto della debolezza dei mercati. Da segnalare inoltre un forte rallentamento nel lancio di nuovi prodotti. Nel marcato europeo, BlackRock è tornata a guidare la raccolta, mantenendo anche il primato per masse gestite.
ABBIAMO PARLATO DELLA RICERCA…
“Biodiversity loss will decrease the future creditworthiness of nations” (Università del Sussex, di Sheffield e di Heriot-Watt)
ARTICOLO: Biodiversità, quanto costa davvero?
Crescono le evidenze sul legame tra perdita di biodiversità e aumento dei rischi economico-finanziari. Lo studio ha sviluppato il primo modello di rating sovrano corretto per la biodiversità, evidenziando come i mercati sottovalutino gli effetti del degrado ambientale. Secondo la ricerca, il collasso anche parziale di ecosistemi chiave potrebbe far aumentare di 162 miliardi di dollari gli interessi annuali sul debito pubblico globale. Analisi della London School of Economics confermano inoltre che il deterioramento degli ecosistemi si traduce in maggiori costi di indebitamento per gli Stati. Anche la Bce rileva effetti sul credito alle imprese: le aziende più esposte ai rischi legati alla biodiversità pagano spread più elevati, mentre le banche tendono a intervenire sui prezzi più che sui volumi di finanziamento.
ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…
“Global Status Report for Buildings and Construction 2025-2026” (Unep e Global Alliance for Buildings and Construction)
ARTICOLO: Mattone, sale il problema decarbonizzazione
L’urbanizzazione continua a spingere verso l’alto le emissioni del settore edilizio, vanificando in parte i progressi nell’efficienza energetica. Secondo lo studio nel 2024 la superficie edificata globale è cresciuta dell’1,7%, mentre le emissioni operative degli edifici sono aumentate dell’1%, raggiungendo 9,9 gigatonnellate di CO2. I miglioramenti nell’efficienza hanno contenuto la crescita della domanda energetica, ma non sono sufficienti a compensare il ritmo delle nuove costruzioni. Anche l’adozione delle energie rinnovabili procede troppo lentamente rispetto agli obiettivi climatici. Saranno necessari ulteriori 3.600 miliardi di dollari di investimenti entro il 2030 per allineare il settore al percorso verso il Net Zero.
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