ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE
Quelli che… studiano la sostenibilità/ 137
Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Green bonds: opportunities, challenges and future priorities” (Investors for Purpose e Bnp Paribas Asset Management)
ARTICOLO: Asset owner, perché no ai green bond?
A quasi vent’anni dal primo green bond, il mercato Gss ha raggiunto circa 4 trilioni di dollari, ma l’adozione da parte degli investitori istituzionali resta inferiore alle attese. Secondo il report i green bond sono già utilizzati nelle strategie obbligazionarie per diversificazione, liquidità e gestione del rischio, ma permangono diverse barriere. Tra queste figurano timori sulla performance, difficoltà nel conciliare obiettivi ambientali e fiduciary duty, qualità disomogenea del reporting, dubbi sull’additionality e rischi di greenwashing. Per ampliare il mercato servono reporting più comparabile, maggiore diversificazione dell’offerta, evidenze più solide su rendimento e impatto e un quadro regolamentare stabile.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Growth at the Speed of Change” (Natixis Investment Managers)
ARTICOLO: Natixis: giovani e consulenti separati Esg
La sostenibilità resta un elemento di interesse per le nuove generazioni di investitori, ma i consulenti finanziari sembrano considerarla ancora una leva secondaria per attrarre nuova clientela. È quanto emerge dall’indagine globale di Natixis Investment Managers su 2.950 professionisti in 23 Paesi. Di fronte al progressivo trasferimento intergenerazionale della ricchezza, solo una minoranza dei consulenti ritiene che ampliare l’offerta di investimenti sostenibili possa favorire il rapporto con gli investitori più giovani. Una percezione che contrasta con la domanda. Tre Millennials su quattro già investono in prodotti sostenibili o sono interessati a farlo, mentre tra la Gen X il coinvolgimento raggiunge circa due terzi. Per queste generazioni, inoltre, la sostenibilità non è solo una questione di valori. Una larga maggioranza, infatti, considera la transizione energetica un possibile fattore di extra-rendimento e si aspetta che gli investimenti sostenibili possano sovraperformare nel lungo periodo.
ABBIAMO PARLATO DEL PAPER…
“Institutional Portfolio Allocation under ESG and Geopolitical Risk: Evidence from International Insurers” (University of Warsaw)
ARTICOLO: Assicurazioni: l’Esg non esclude la difesa
La finanza sostenibile non significa automaticamente meno investimenti nella difesa. È la conclusione di uno studio che analizza le scelte di 59 compagnie assicurative internazionali tra il 2015 e il 2024. L’integrazione dei criteri Esg, da sola, non riduce l’esposizione al comparto. A incidere è soprattutto l’interazione con il quadro regolamentare e istituzionale europeo. Dopo l’invasione dell’Ucraina, gli assicuratori europei del ramo danni hanno aumentato l’esposizione alla difesa convenzionale, mentre i portafogli delle compagnie vita sono rimasti più stabili. Resta invece una maggiore prudenza verso le armi controverse. Lo studio non rileva differenze significative nell’approccio Esg verso difesa tradizionale, cyber-security e tecnologie basate sull’Ai. Il quadro che emerge è dunque quello di una possibile convivenza tra sostenibilità e sicurezza, affidata a criteri di valutazione e governance più differenziati.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“From leaders to laggards: Tracking country ESG performance” (Robeco)
ARTICOLO: Robeco, non si alzano i rating Paese
Il report, che analizza 150 Stati, evidenzia come emissioni, rinnovabili e gestione delle risorse idriche siano i principali fattori che determinano le performance. I Paesi scandinavi restano ai vertici ma mostrano segnali di rallentamento. La Danimarca conferma la leadership nel ranking, mentre la Finlandia è l’unica tra i primi a migliorare leggermente il punteggio ambientale grazie a rinnovabili e maggiore efficienza nell’uso dell’acqua. Emergono inoltre legami tra governance debole e risultati meno positivi sul fronte ambientale e sociale. Negli Usa si manifesta un nuovo “paradosso Trump”, il peggioramento della governance è compensato da un miglioramento del punteggio ambientale, attribuito alla riduzione delle emissioni legate alle importazioni dopo i dazi del “Liberation Day”. Il Giappone arretra leggermente, mentre la Cina migliora grazie agli indicatori sulla biodiversità.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Expanding ESG Transparency in Private Markets” (Morningstar Sustainalytics)
ARTICOLO: Private markets, i rischi Esg delle Unicorn
Le grandi società private diventano sempre più rilevanti per gli investitori sostenibili, mentre la crescente esposizione nei private markets rende necessario anticipare l’analisi Esg già prima della quotazione. È quanto emerge da Morningstar Sustainalytics, che ha analizzato le controversie Esg delle maggiori società unicorno. Il quadro appare nel complesso contenuto, ma l’opacità dei mercati privati potrebbe nascondere rischi ancora poco visibili. Le principali criticità riguardano qualità e sicurezza, privacy dei dati e proprietà intellettuale, soprattutto nei modelli legati ad Ai e tecnologia. Per le società prossime all’Ipo, la governance diventa quindi centrale. Trasparenza, indipendenza del board e responsabilità degli organi di controllo possono incidere sulla valutazione e sulla stessa quotazione. Rafforzare la disclosure e il monitoraggio Esg in anticipo permette così di ridurre il gap informativo tra private e public markets.
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