ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 139

30 Ott 2026
Directories Sustainability Trend Commenta Invia ad un amico
Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: Eiopa - Deloitte - MSCI - IntegrityNext - BearingPoint - Ftse Russell

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DEL RAPPORTO…

“Climate change impacts on life and health and potential emerging risks for the insurance and IORP sectors” (Eiopa)

ARTICOLO: Eiopa: l’effetto clima sul “vita” e pensioni

Le ondate di calore rappresentano il principale rischio climatico per la salute in Europa e possono incidere sulle passività di assicuratori vita e salute e fondi pensione. È quanto emerge da un rapporto Eiopa, secondo cui temperature estreme, incendi e malattie trasmesse da vettori possono modificare le ipotesi di mortalità, morbilità e longevità. Sebbene l’impatto finanziario sia oggi considerato non materiale, il progressivo riscaldamento e l’invecchiamento della popolazione potrebbero aumentarne la rilevanza. Per gli assicuratori, i rischi comprendono maggiori sinistri e possibili restrizioni delle coperture, con effetti sull’accessibilità dei prodotti. Per gli Iorp, sono in gioco adeguatezza delle pensioni e sostenibilità previdenziale. Le valutazioni restano tuttavia parziali: pochi assicuratori integrano esplicitamente questi rischi negli scenari Orsa, mentre cresce l’attenzione delle autorità di vigilanza.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

“2026 C-suite Sustainability Report” (Deloitte)

ARTICOLO: Deloitte: la sostenibilità sarà “selettiva”

La sostenibilità entra in una fase più selettiva, orientata alla creazione di valore, alla competitività e alla resilienza. È quanto emerge dal 2026 C-suite Sustainability Report di Deloitte, basato su 2.156 executive in 29 Paesi. Quattro imprese su cinque dichiarano di aver aumentato gli investimenti nell’ultimo anno e riconoscono alle iniziative Esg un contributo al vantaggio competitivo. Parallelamente, il numero medio di iniziative intraprese scende da cinque a 3,4, mentre quasi la metà delle organizzazioni integra la sostenibilità trasversalmente. Tra i principali fattori d’impatto sul business figurano eventi meteorologici estremi, cambiamenti nei consumi e normative ambientali. Le interruzioni delle catene di fornitura legate al clima emergono inoltre come un rischio prioritario per i prossimi tre-cinque anni. Tuttavia, solo un terzo delle imprese integra pienamente questi rischi nell’enterprise risk management.

ABBIAMO PARLATO DELLA RICERCA…

“Capturing the Trillion-Dollar Adaptation Investment Opportunity” (MSCI)

ARTICOLO: Adattamento? È già nel 43% delle aziende

L’adattamento climatico rappresenta un mercato globale da circa mille miliardi di dollari di ricavi annui, destinato a quadruplicare entro il 2050. Secondo l’analisi di Msci sulle società dell’indice Acwi, il 43% dichiara almeno un prodotto o servizio legato all’adattamento, dalle assicurazioni alle tecnologie di raffrescamento, fino ai software di previsione meteorologica. L’individuazione delle opportunità resta tuttavia complessa, perché i ricavi da adattamento raramente sono rendicontati separatamente. Le soluzioni variano tra settori: finanza e industria puntano su resilienza alle inondazioni e siccità, mentre l’IT sviluppa strumenti di monitoraggio e previsione. Msci sottolinea infine la complementarità tra adattamento e decarbonizzazione, il primo risponde agli impatti climatici già attesi, la seconda contribuisce a limitare i rischi e i costi di lungo periodo.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

“Global Supply Chain Risk & Resilience Study 2026 – European Perspective” (IntegrityNext e BearingPoint)

ARTICOLO: Supply chain, serve gestione prospettica

La sostenibilità nelle catene di fornitura sta evolvendo da strumento di conformità normativa a leva per anticipare i rischi e rafforzare la resilienza aziendale. È quanto emerge dalla ricerca di IntegrityNext e BearingPoint, secondo cui la maggior parte delle imprese ha già subito conseguenze finanziarie od operative legate a rischi di sostenibilità, soprattutto regolatori e climatici. La capacità di monitoraggio resta tuttavia limitata ai fornitori diretti e solo una minoranza delle aziende misura sistematicamente il valore generato dalle iniziative Esg, nonostante i benefici riconosciuti. La compliance continua a guidare gli investimenti, mentre l’anticipazione delle vulnerabilità rimane poco sviluppata. Per superare questo limite, il report indica la necessità di ampliare la visibilità lungo la filiera, integrare la misurazione dei risultati e rafforzare gli strumenti di analisi e allerta precoce.

ABBIAMO PARLATO DELLA SURVEY…

“Sustainable Investment Asset Owner Survey 2026” (Ftse Russell)

ARTICOLO: Ftse Russell, cresce l’Esg negli asset owner

L’integrazione della sostenibilità nelle strategie degli investitori istituzionali torna a crescere, avvicinandosi ai livelli record del 2022. L’analisi Ftse Russell, condotta su 402 investitori in 24 Paesi, mostra come la tendenza riguardi una quota sempre più ampia dei portafogli e, secondo le previsioni, è destinata a rafforzarsi nei prossimi anni. Tra le priorità emergono governance, fiscalità e diritti degli azionisti, seguiti dai rischi climatici e dalle nuove esposizioni legate a salute, tecnologia e intelligenza artificiale. Gli investitori privilegiano strategie Esg tematiche e di integrazione, soprattutto nell’azionario quotato, con un crescente interesse per il private equity. Tra gli ostacoli perdono peso i timori legati al greenwashing e alla disponibilità dei dati, mentre aumentano le preoccupazioni per la qualità delle disclosure aziendali e i costi di attuazione.

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