ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 85

17 Giu 2022
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: McKinsey & Company, Shareholders for Change, ShareAction, Esma, Ibm

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DELL’ANALISI…

Climate sustainability in retail: Who will pay?” (McKinsey & Company)

ARTICOLO: McKinsey: chi paga il clima a livello retail?

Il progresso verso la decarbonizzazione globale entro il 2050 necessita della mobilitazione di ogni industria. Il retail si è mosso in ritardo: nel 2016 solo una manciata di grandi rivenditori aveva un obiettivo basato sulla scienza per ridurre le emissioni di carbonio; cinque anni dopo sono più di 65 i rivenditori globali con science-based target. Ma fissare gli obiettivi non basta: per recuperare il tempo perso, il settore deve sviluppare una strategia climatica con un percorso da seguire e le fonti di finanziamento per sostenerla. È questo il quadro da cui prende le mosse l’analisi “Climate sustainability in retail: Who will pay?”, in cui McKinsey & Company fotografa gli ostacoli che il settore dovrà affrontare: il costo elevato della decarbonizzazione, l’incertezza sul percorso da seguire, la necessità di tagliare le emissioni di Scope 1, 2, 3, reperire i finanziamenti. Il paper spiega come il retail può prepararsi alla sfida lavorando con tutti gli stakeholder.

ABBIAMO PARLATO DELLA RICERCA…

Pandemic Extractivism – An Analysis Of Aggressive Capital Allocation Strategies By Listed Companies Receiving State Aid During The Covid-19 Pandemic” (Shareholders for Change)

ARTICOLO: Società “aggressive” nel mirino degli investitori Sri

Shareholders for Change (Sfc), gruppo di investitori istituzionali coinvolti nell’engagement attivo per spingere l’agenda sociale, ha lanciato per la stagione delle assemblee dei soci 2022 una campagna di engagement. L’obiettivo è di migliorare la responsabilità e la trasparenza delle società che hanno ricevuto aiuti di Stato durante la pandemia, nonostante la loro strategia “aggressiva” di allocazione del capitale (distribuzione di dividendi). Le società da coinvolgere sono state individuate dalla ricerca “Pandemic Extractivism – An Analysis Of Aggressive Capital Allocation Strategies By Listed Companies Receiving State Aid During The Covid-19 Pandemic”, realizzata da Sfc, che ha valutato il comportamento di circa 320 società quotate in Europa e Nord America sulla base delle relazioni finanziarie dal 2018 al 2020. Sono state individuate 26 imprese “aggressive”: 15 hanno ottenuto aiuti di Stato, di cui 8 hanno ricevuto aiuti direttamente attribuibili alla pandemia.

ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…

Power in Numbers? An assessment of CA100+ engagement on climate change” (ShareAction)

ARTICOLO: CA100+ accusata di greenwashing sul clima

Le insidie del greenwashing minacciano anche la Climate Action 100+, la più grande iniziativa globale di investitori sul cambiamento climatico. Invece di utilizzare la loro influenza per spingere le aziende responsabili delle maggiori emissioni di gas serra a intraprendere azioni, c’è il rischio che gli investitori utilizzino l’adesione alla CA100+ per comunicare in modo ingannevole un impegno per il clima che non trova riscontro nella realtà. È quanto emerge dal report “Power in Numbers? An assessment of CA100+ engagement on climate change” di ShareAction che ha analizzato le attività di stewardship e rendicontazione dei 60 maggiori membri del network. I risultati dello studio mostrano un’attività di engagement sui cambiamenti climatici di scarsa qualità e altrettanto scarsi progressi compiuti dalle imprese interessate dall’iniziativa. Per evitare il problema, la ong sottolinea che vanno stabilite chiare aspettative e standard di engagement.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

The drivers of costs and performance of Esg funds” (Esma)

ARTICOLO: Esma, fondi Esg convenienti e performanti

La European markets and securities authority (Esma) ufficializza che i fondi retail Esg non solo sono meno costosi, ma performano meglio rispetto alla loro controparte di fondi non-Esg. E fa luce sui driver che spiegano questa differenza nei costi e nelle performance. Nel report “The drivers of costs and performance of Esg funds”, Esma spiega i principali fattori alla base di questo trend di mercato dei fondi comuni d’investimento. Per condurre lo studio, l’authority europea ha utilizzato come campione 6.528 fondi azionari distribuiti sul mercato europeo, analizzandone le caratteristiche e le variabili di interesse nel periodo compreso tra gennaio 2019 e ottobre 2021. L’analisi ha trovato che i fondi Esg non solo solo meno costosi, ma performano meglio rispetto alla loro controparte di fondi non-Esg, con la S e la G che trainano la performance. Inoltre, lo studio fa luce sui driver che spiegano questa differenza.

ABBIAMO PARLATO DELL’INDAGINE…

AI for business adoption study” (Ibm)

ARTICOLO: Ibm, il 50% delle aziende italiane applica l’Ai per gli Esg

Quasi un’impresa italiana su due sta applicando l’intelligenza artificiale (Ai) per accelerare l’adozione di iniziative di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il dato emerge dalla ricerca “AI for business adoption study”, rilasciata nei giorni scorsi in Italia da Ibm. L’indagine ha coinvolto oltre ottomila decision-maker aziendali in più di 20 Paesi per comprendere non solo a che punto è l’adozione dell’Ai, ma anche in quali direzioni si sta muovendo la sua applicazione, prime fra tutte, l’accelerazione della sostenibilità e dell’utilizzo etico. Rispetto agli altri Paesi europei analizzati, l’Italia si distacca ampiamente (dai 10 ai 20 punti percentuali) per l’impegno attivo ad utilizzare la tecnologia per assicurare il raggiungimento di obiettivi Esg e si posiziona al 2° posto anche a livello globale, dopo l’India. Per due imprese italiane su cinque gli investimenti in Ai per la sostenibilità sono tra le priorità di investimento in tecnologia per i prossimi uno-due anni.

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