Sbti criticata per i corporate standard 2.0
La Science Based Targets Initiative (Sbti) ha pubblicato una revisione dei propri standard che introduce maggiore flessibilità per le oltre 11.000 imprese aderenti. Le aziende potranno evitare di raggiungere i target prefissati se dimostreranno di aver compiuto “best efforts”, spiegando gli ostacoli incontrati e documentando le azioni intraprese.
Come riportato dal Financial Times, una coalizione di 26 organizzazioni non governative ha espresso forti critiche sulle nuove linee guida, avvertendo che l’allentamento delle regole rischia di indebolire il rigore scientifico dello standard al punto di renderlo irrilevante. Secondo le Ong la maggiore flessibilità potrebbe consentire alle imprese di rivendicare progressi climatici senza ridurre concretamente le emissioni. Anche alcuni esperti del mercato del carbonio hanno messo in discussione il ruolo della Sbti, sostenendo che un ente privato e non regolato non possa continuare a svolgere di fatto la funzione di arbitro globale dell’azione climatica aziendale. Sbti difende invece le nuove linee guida sostenendo che il livello di ambizione resta invariato e che le nuove regole rendono gli obiettivi climatici più applicabili in contesti e settori diversi.
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