DECENNALE INDEX - PARLANO LICIA AVERSANO E STEFANO SPERZAGNI

Snam: «ESG.ICI, forte segnale agli stakeholder»

16 Apr 2025
Interviste ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Gli Associate General Counsel spiegano come l'assessment di governance Esg sia un segnale forte agli stakeholder di credere fermamente nel proprio operato. E una opportunità per misurarsi rispetto ai peer, coinvolgendo diverse aree aziendali e promuovendo una maggiore sensibilizzazione in tutta l'azienda

Misurarsi con i propri competitors rappresenta un forte segnale ai propri stakeholders, di credere fermamente nel proprio operato, accettando la sfida, il confronto e i risultati che ne conseguono. Non solo. Mettersi in gioco può portare a innovazioni, miglioramenti e successi che altrimenti probabilmente neppure si sperimenterebbero. È un invito alla proattività, a prendere iniziative e a non temere il cambiamento. Lo sottolineano in questa intervista a ETicaNews Licia Aversano e Stefano Sperzagni, rispettivamente Associate General Counsel Regulatory, Institutional & Sustainability Legal Affairs e Associate General Counsel Corporate Affairs di Snam, azienda della Top10 di ESG Identity Corporate Index 2024 (ESG.ICI 2024), progetto sviluppato dal 2016 da ET.Group.

Siete state tra le prime aziende a misurarsi con la governance Esg. Perché avete scelto di misurarvi con un assessment? E perché oggi continuate a farlo?

L’assessment costituisce una preziosa opportunità per misurare il proprio posizionamento rispetto ai peers di mercato, consentendo di avere un chiaro raffronto rispetto al livello di integrazione delle strategie e delle pratiche di sostenibilità all’interno della struttura societaria e di verificare inoltre quelli che sono i punti di forza e quali le aree di miglioramento su cui lavorare.

È un’occasione anche per approfondire i trend di mercato nonché di poter intercettare quelli emergenti, offrendo degli spunti di riflessione per anticipare quelle che potenzialmente potrebbero diventare future best practice concorrendo così anche al miglioramento del generale livello qualitativo del panorama societario nazionale in termini di sostenibilità. Il tutto coinvolgendo differenti aree aziendali e promuovendo una sempre maggiore sensibilizzazione all’interno di tutta l’azienda.

Misurarsi con i propri competitors rappresenta inoltre un forte segnale ai propri stakeholders, di credere fermamente nel proprio operato, accettando la sfida, il confronto e i risultati che ne conseguono. E noi siamo orgogliosi del nostro posizionamento nella top 10 del 2024. Mettersi in gioco può portare a innovazioni, miglioramenti e successi che altrimenti probabilmente neppure si sperimenterebbero. È un invito alla proattività, a prendere iniziative e a non temere il cambiamento.

La governance dei fattori Esg è ormai un elemento imprescindibile per una gestione aziendale che punti a creare valore nel lungo periodo. Quali in questi anni le vostre scelte di governance che hanno generato un impatto significativo sull’azienda?

Adottare una governance sostenibile significa integrare considerazioni ambientali e sociali nelle decisioni strategiche dell’azienda, e si basa su principi di etica, trasparenza e responsabilità. Le aziende che adottano una governance sostenibile sono meglio preparate per affrontare le sfide globali come il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali.

Tra le scelte di governance in ottica Esg che hanno generato un impatto significativo su Snam, anche in considerazione degli obiettivi legati alla transizione energetica da parte di un operatore pan-europeo infrastrutturale con al suo attivo una storia ultradecennale, è sicuramente da menzionare la modifica allo Statuto sociale nel 2021 al fine di riconoscere: l’impegno di Snam a “favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”; il principio del perseguimento del successo sostenibile tra le finalità a cui deve conformarsi l’attività di impresa della Società, attraverso la creazione di valore a lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per Snam; e il corporate purpose di Snam, “Energia per ispirare il mondo”.

In occasione di tale modifica è stato inoltre previsto nello Statuto che almeno due quinti dei componenti del Consiglio di Amministrazione, ovvero l’eventuale differente quota (se maggiore) prevista dalle disposizioni pro tempore vigenti in materia, debbano appartenere al genere meno rappresentato.  La nuova disposizione statutaria prevede un rinvio “mobile” alla normativa pro tempore vigente che troverà applicazione soltanto se la quota riservata al genere meno rappresentato ivi prevista sia più favorevole rispetto alla soglia attualmente prevista dalla normativa applicabile (e recepita in Statuto). Viene, pertanto, confermato l’impegno della Società ad allinearsi ai migliori standard in relazione ai temi relativi alla parità di genere.

Di recente si è lavorato molto per rafforzare la supervisione da parte del consiglio di amministrazione su alcuni temi chiave, quali la sostenibilità nel suo complesso e il climate change risk management.

Nel piano strategico 2025-2029, Snam considera la sostenibilità e l’innovazione trasformativa leve strategiche per sviluppare un’infrastruttura multi-molecola paneuropea. A conferma della sua rilevanza anche da un punto di vista organizzativo, la società ha unificato sostenibilità, strategia e innovazione in un’unica funzione, affidata al Chief Technology & Strategy Officer, che riporta direttamente all’amministratore delegato.

Da ultimo, nel corso del mese di ottobre 2024, Snam ha pubblicato il suo primo Transition Plan con l’obiettivo di illustrare al mercato e agli stakeholder le attività passate, presenti e future collegate al climate change e presentare il modello di business della Società evidenziandone l’allineamento con la transizione verso un’economia sostenibile, con gli obiettivi di lungo termine di neutralità climatica, e con il modello di net positive impact connesso alla tutela della biodiversità. Il Transition Plan contiene un apposito capitolo dedicato ai meccanismi di governance che aiutano la transizione.

L’index sollecita le aziende anche su aspetti di frontiera, prima che emergano come elementi della normativa o della prassi comune delle aziende. Su questo fronte, su quali tematiche proposte negli anni dall’Index avete trovato gli stimoli più utili per l’evoluzione della vostra governance e strategia? Come questo si è tradotto in iniziative di miglioramento?

Agire con visione significa avere la capacità di guardare oltre il presente e pianificare il futuro con obiettivi chiari e ben definiti. Questo approccio richiede una combinazione di ricerca, lungimiranza e strategia. L’Index ogni anno fornisce un prezioso contributo per focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti nuovi, fungendo da faro per la navigazione “nel mare della sostenibilità”. Tra le varie tematiche di frontiera offerte, oggetto di interessanti spunti di riflessione, vi è senz’altro quella relativa alla Digital Governance risalente a qualche anno fa e diventata oggi un fattore chiave della sostenibilità che passa inevitabilmente anche attraverso l’innovazione digitale. La Digital Governance ha quali effetti, tra l’altro, una più efficiente raccolta e gestione dei dati con benefici in termini di tempo e costi.

Tra le varie iniziative adottate dalla Società, è da menzionare la piattaforma digitale Raci per l’identificazione, la valutazione, la gestione e il monitoraggio dei rischi che consente di efficientare e migliorare il coordinamento dei flussi e delle interazioni fra le diverse linee di controllo. Attraverso la piattaforma è stato realizzato un Modello di Compliance Integrata basato sull’utilizzo di una banca dati integrata a supporto dei processi decisionali del top management e degli organi societari destinatari dell’attività dei flussi di reporting dedicati. Dal 2023 la piattaforma Raci è stata inoltre integrata con uno strumento di Business Intelligence che consente una fruizione più agevole e semplificata della reportistica, consentendo di filtrare i dati in base al criterio di interesse.

Altra iniziativa di rilievo adottata nel corso del 2024 è stata l’introduzione di una piattaforma informatica per la raccolta e la rendicontazione delle informazioni di sostenibilità, già in utilizzo dalla Società per la rendicontazione dell’informazione finanziaria e ciò per garantire, tra l’altro, l’affidabilità e la tracciabilità del dato.

L’innovazione tecnologica tuttavia porta con sé anche dei profili di natura etica che vanno tenuti in considerazione e gestiti. È infatti fondamentale sapersi adattare ai tempi che cambiano sfruttando le opportunità e affrontando i rischi che ne derivano. La Società si è dotata nel corso del 2023 di una Policy sull’utilizzo etico dell’intelligenza artificiale, predisposta proprio al fine di assicurare un uso responsabile ed etico della stessa da parte dei dipendenti e collaboratori del gruppo e minimizzare ogni rischio potenziale per i diritti delle persone e l’integrità del patrimonio aziendale.

Siete anche tra le aziende che hanno aderito all’ESG governance LAB, possiamo dire il primo network in Italia di condivisione di best pratiche focalizzato sulle questioni di governance e processo Esg e nato sull’esperienza di ESG.ICI. Come è stato utile nel vostro percorso di sostenibilità e quali gli aspetti maggiormente qualificanti?

Il dialogo rappresenta la chiave per un progresso costante, permette di apprendere dagli altri e di migliorare insieme, è infatti da un dialogo aperto e trasparente che deriva il miglioramento continuo, dove ogni opinione conta e ogni critica è un’opportunità di crescita. Anche attraverso il dialogo si trasformano le sfide in opportunità di crescita e miglioramento. L’ESG governance LAB rappresenta tutto questo, un ambiente altamente specializzato costituito da professionisti del settore ed esponenti di società nazionali ed internazionali impegnate nella transizione sostenibile oltre che ad advisor specializzati e stakeholders rilevanti che, anche attraverso tavoli di lavoro, si scambiano le proprie visioni, opinioni, interpretazioni della normativa vigente e best practice oltre che ovviamente le proprie esperienze pratiche. Un tratto caratteristico dei cambiamenti è rappresentato dall’incertezza nell’affrontare situazioni nuove e adottare dei comportamenti “diversi” prima ancora che questi possano diventare delle prassi consolidate. In tali processi l’aggiornamento continuo e l’ampliamento dei punti di vista rappresentano delle attività imprescindibili.

Elena Bonanni

In occasione del decennale di ESG Identity Corporate Index (ESG.ICI, 2016-2025), ETicaNews ha dedicato una serie di interviste ad alcune delle aziende best case che da più anni partecipano all’assessment e che contribuiscono ai lavori del network ESG governance LAB nato dall’esperienza di ESG.ICI.

ESG Identity Corporate Index è il primo indice quantitativo che misura l’Identità ESG di un’azienda.

ESG governance LAB dal 2019 aggrega imprese nazionali e multinazionali impegnate nella transizione sostenibile insieme ad advisor specializzati e altri stakeholder rilevanti.

È in corso l’edizione 2025 di ESG Identity Corporate Index. Leggi anche: “Da domani in arrivo l’assessment ESG.ICI” 

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