Consulenza Esg/ PARLA l'Esg Project Leader Alessandro Venti

Spinlife: «Tracciabilità e coerenza con le performance reali»

14 Ott 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
La comunicazione Esg deve poggiare su evidenze scientifiche, claim verificabili e processi tracciabili. Per l'advisor è essenziale integrare strategia, comunicazione e stakeholder engagement per valorizzare i risultati senza rischi di greenwashing

La credibilità della comunicazione Esg dipende dalla capacità di tradurre performance reali in messaggi specifici, verificabili e proporzionati. In questa intervista della serie dedicata alle società di TOP.ESG CONSULENTI, Alessandro Venti, Esg Project Leader di Spinlife, spiega come il metodo e sistemi di gestione solidi possano fornire le basi per costruire claim tracciabili e coerenti con i risultati dell’organizzazione. L’approccio dell’advisor considera la comunicazione parte integrante della strategia Esg e punta sul coordinamento tra funzioni interne e coinvolgimento continuo degli stakeholder esterni. Un percorso che consente di valorizzare gli sforzi compiuti senza sovraesporli, riducendo il rischio di greenwashing, ma anche quello opposto di rinunciare a comunicare risultati concreti e potenzialmente distintivi.

Come aiutate i clienti a costruire una narrativa credibile per prevenire possibili accuse di greenwashing?

In Spinlife partiamo sempre dal metodo scientifico: una comunicazione credibile nasce da evidenze, non da formulazioni generiche. Con il cliente lavoriamo quindi su claim specifici, verificabili e proporzionati, supportati da studi rigorosi, approcci di ciclo di vita, sistemi di gestione certificati e strumenti Esg solidi e, ove possibile, accreditati. L’obiettivo è costruire una narrazione coerente con le performance reali dell’organizzazione e pienamente tracciabile, anche alla luce delle indicazioni del Decreto 30/2026 e delle conseguenti modifiche al Codice del Consumo.

Come vi comportate e cosa consigliate ai clienti che vogliono “abbassare il profilo” della loro comunicazione Esg?

Riteniamo che, in alcuni casi, l’omissione possa essere dannosa quanto una comunicazione scorretta. Nascondere gli sforzi concreti compiuti per migliorare le performance di sostenibilità può significare rinunciare a un importante vantaggio competitivo. La comunicazione Esg va quindi considerata parte integrante della strategia, non una funzione separata. Con un lavoro coordinato tra funzioni Esg e comunicazione, procedure strutturate e un presidio puntuale delle evidenze, è possibile comunicare in modo corretto, prudente e valorizzante i risultati ottenuti su prodotti, processi e organizzazione.

Come aiutate i clienti a mantenere relazioni costruttive con stakeholder multipli e spesso in conflitto in un contesto normativo in rapida evoluzione?

Il coinvolgimento degli stakeholder deve essere integrato nei percorsi Esg, a partire dall’analisi di materialità e, quando applicabile, di doppia materialità. Non lo consideriamo una semplice fase di raccolta dati, ma un processo di confronto continuo, utile a orientare le priorità e a rafforzare l’allineamento lungo la filiera. Formazione, tavole rotonde e co-progettazione consentono di condividere l’evoluzione normativa, far emergere difficoltà e aspettative e costruire risposte comuni. In questo modo, anche interessi differenti possono diventare un motore di crescita reciproca e di creazione di valore.

Il coinvolgimento e la pressione da parte di società civile e organizzazioni non governative è ancora rilevante o il loro peso si è ridotto?

Il ruolo della società civile e delle organizzazioni non governative resta molto rilevante e, in un quadro più complesso, può diventarlo ancora di più. Un confronto strutturato con questi soggetti offre un punto di vista indipendente, aiuta a validare la solidità del percorso intrapreso e riduce il rischio di comunicazioni ambigue o facilmente fraintendibili. Al tempo stesso contribuisce a rafforzare trasparenza, concorrenza leale e controllo diffuso sul mercato, facendo emergere eventuali pratiche scorrette. Se impostato in chiave collaborativa, questo coinvolgimento diventa quindi uno strumento di tutela e miglioramento per l’intero sistema.

Matteo Russo

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