Il tema degli investimenti nella difesa sta accompagnando da mesi la finanza sostenibile. Un ampio approfondimento è contenuto nel numero in uscita di ESG Business Review. Intanto, il mercato si dimostra assai meno convinto del previsto nel cambiare prospettiva
Gli economisti dell'Istituto centrale evidenziano che i fondi Esg hanno registrato una crescita significativa nella raccolta rispetto agli altri. Al contempo hanno disinvestito dalle imprese più esposte ai rischi Esg in modo indiscriminato con una conseguente riduzione del prezzo delle loro azioni e una minore spesa ambientale
L’Accordo di Parigi ha rappresentato un punto di svolta nella relazione tra emissioni e rischio di credito: successivamente a quell’accordo la correlazione tra livelli delle emissioni ed Expected Default Frequencies […]
«La semplificazione - ha detto il presidente Luigi Signorini - non significa ridurre il rigore e l’efficacia dei presidi prudenziali. Un sistema finanziario robusto è un prerequisito per la competitività Ue». La relazione annuale dell'Istituto non rivela grandi cambiamenti. Più dinamica la rilevazione 2025 sui rischi catastrofali
Il sistema bancario italiano sta iniziando a definire strategie di decarbonizzazione a medio-lungo termine, in particolare per i portafogli di credito, valutando le ambizioni climatiche dei mutuatari e fornendo prodotti […]
Gli economisti di via Nazionale spiegano come i fondi art. 8 siano controproducenti se agiscono senza reale ingaggio. Mercoledì sarà approfondito il tema della ESG Identity basata sul coinvolgimento della propria comunità, investitori inclusi
Lo scorso 30 maggio Banca d’Italia ha pubblicato la quarta edizione del Rapporto annuale sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici che illustra l’integrazione degli aspetti Esg nella gestione degli […]
La Banca centrale pubblica l'aggiornamento delle analisi sugli impegni presi dal sistema. Nell'attuazione dei piani ci sono buone prassi, ma anche «ritardi potenzialmente rilevanti per un numero non trascurabile di banche»
Il modello, si legge nel documento, «consente un’analisi del rischio di transizione più accurata rispetto a metodi basati su medie settoriali: dai risultati emerge che le stime fondate su dati aggregati di settore tendono a sottovalutare il rischio per le imprese con livelli di emissioni elevati». E viceversa
La recente retromarcia dell'alleanza net zero delle banche non segnala la predominanza del legislatore sugli operatori privati. Ma evidenzia un doppio binario che genera rischi anche di natura orwelliana