Il manager spiega che la revisione rischia di riportare incertezza nei mercati privati. Da un lato, non rappresenta in modo adeguato alcune strategie di private asset e, dall’altro, prevede regole rigide di comunicazione e classificazioni fisse che non valorizzano il modello del segmento
Il manager evidenzia il nodo dei fornitori di dati Esg, ancora fuori dal perimetro regolamentare della Sfdr 2.0, sottolineando lo squilibrio che ciò crea per gli asset manager. Auspica quindi obblighi specifici per garantire qualità, trasparenza e solidità delle metodologie, soprattutto sugli estimated data
Se il nuovo regime Sfdr 2.0 fosse già stato in vigore nel 2025, i flussi verso i fondi sostenibili europei sarebbero stati più contenuti rispetto a quanto osservato con l’attuale […]
PensionsEurope, l’associazione che rappresenta i fondi pensione europei, chiede che la revisione della Sfdr tenga conto delle specificità dei fondi pensione aziendali e professionali (Iorp) in quanto, l’attuale proposta, rischia […]
Uno studio di 3 ong tedesche ha analizzato il possibile riassetto delle strategie di investimento necessario per conformarsi alle disposizioni sulle esclusioni contenute nella proposta di Sfdr 2.0, processo già iniziato lo scorso anno con la piena applicazione delle nuove naming rules Esma
Eurosif ha pubblicato un position paper sulla revisione Sfdr. Tra gli aspetti positivi sicuramente la presenza di categorie di prodotti più chiare e comparabili, il riconoscimento esplicito dell’impact investing, l’esclusione dai […]
La manager evidenzia che il Sfdr, nato come strumento di trasparenza, ha introdotto regole complesse e talvolta ambigue, chiedendo maggiore chiarezza sulle soglie quantitative e sui metodi di calcolo. Resta inoltre aperto il nodo dell’allineamento con il quadro normativo europeo e delle tempistiche di entrata in vigore
Secondo gli esperti del gestore postale, la revisione del Regolamento è fisiologica e necessaria. Le tre nuove categorie di prodotto sono più chiare per il retail e riducono il rischio di greenwashing. Sfdr 2.0 porterà maggiore trasparenza e meno obblighi di disclosure, ma restano nodi su coordinamento normativo e indicatori Pai
L’Sfdr 2.0 introduce elementi positivi come la categorizzazione dei prodotti e la semplificazione della disclosure, favorendo un minore rischio di greenwashing, ma restano incertezze sull’attuazione. Il manager sottolinea l’importanza di indicatori significativi e di dati di qualità per garantire trasparenza e comparabilità
La proposta del nuovo Regolamento crea tre categorie di fondi con almeno il 70% di investimenti sostenibili. Per Transition e Sustainable basta una “safe harbor” del 15% allineato alla Tassonomia Ue. La soglia favorisce green bond e fondi infrastrutturali, ma solleva timori di etichette con sostenibilità limitata