prima riunione in presenza del top.esg lab

TOP.ESG 2026 / Come cambia la consulenza Esg

1 Lug 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
In occasione della ESG Business Conference 2026 si è svolto il tavolo di presenza di TOP.ESG LAB. Gli advisor hanno preso spunto dai risultati della ricerca TOP.ESG CONSULENTI 2026 per portare opinioni e testimonianze dirette sulle dinamiche che stanno interessando il settore nel post Omnibus

La normativa Omnibus ha scosso alle fondamenta il settore della consulenza Esg. Il mercato non si è bloccato, ma l’impatto sugli advisor si è fatto sentire. I consulenti stanno vivendo una fase di riposizionamento in risposta alle mutate richieste e obiettivi dei clienti. La riduzione del perimetro e degli obblighi di rendicontazione ha favorito il passaggio dalla compliance a un modello orientato alla creazione di valore, alla gestione dei rischi e al supporto strategico delle imprese. È quanto emerso dai risultati della quarta edizione di TOP.ESG CONSULENTI, che sono stati il filo conduttore della discussione nel tavolo di lavoro di TOP.ESG LAB tenutosi alla ESG Business Conference 2026.

Vedi articoli

  1. TOP.ESG 2026/ Modelli degli advisor ricalibrati sui nuovi bisogni Esg
  2. TOP.ESG 2026/ Omnibus piega, ma non spezza, gli advisor

Per Zornitza Kratchmarova, ESG & Sustainability Director di Alkemy Group, la domanda si è spostata verso la comunicazione della sostenibilità e il cambiamento ha premiato chi dispone di competenze verticali. In questo scenario risulta fondamentale «la capacità di tradurre i dati in messaggi comprensibili per gli stakeholder e aiutare le aziende a leggere la sostenibilità come strumento di gestione del rischio e di continuità del business». Inoltre, la capacità di fare rete con partner esterni permette di unire le competenze specifiche ed aumentare flessibilità e soddisfazione del cliente.

Anche Beatrice Scappini, Co-Founder di IPLUS, evidenzia come il 2025 sia stato un anno complesso, caratterizzato dalla necessità di ridefinire rapidamente il posizionamento delle società di consulenza. Se da un lato alcune attività legate alla Csrd si sono ridotte, dall’altro si sono moltiplicate le richieste su tematiche ambientali, misurazione delle emissioni e integrazione della sostenibilità nei processi aziendali. Ha infine evidenziato come «il settore deve rafforzare la collaborazione tra operatori e costruire una vera identità professionale della consulenza Esg».

Luca Rossi, Esg Lead Italy di Ramboll, ha sottolineato come la trasformazione del mercato sia sotto gli occhi di tutti. Alcuni clienti hanno sospeso i servizi di compliance per poi tornare con esigenze molto più strategiche e specialistiche. Cresce il valore di attività come stakeholder engagement, consulenza tecnica e supporto su specifiche verticali, mentre il ruolo del consulente evolve verso quello di partner di lungo periodo. Il messaggio è di fiducia, «la sostenibilità resta un processo irreversibile, ma allo stesso tempo richiede una pianificazione che superi le incertezze normative del momento».

Francesco Vingiano, Cfo e Co-Founder di Envify, ha illustrato la prospettiva delle piattaforme di raccolta e gestione dati. «Per una realtà giovane e focalizzata sulle Pmi – ha spiegato Vingiano – il nuovo quadro normativo ha favorito la diffusione della rendicontazione volontaria, ampliando il mercato potenziale». Il vero valore aggiunto risiede però nella gestione dei dati. Piattaforme digitali, benchmark di settore e standardizzazione delle informazioni consentono alle imprese di misurare le proprie performance e orientare con maggiore efficacia i percorsi di miglioramento.

Più critica la lettura di Roberto Salvati, Director di Anthesis Italia, secondo cui Omnibus «ha prodotto un forte contraccolpo culturale». Molti progetti sono stati congelati e diverse aziende hanno interpretato l’allentamento normativo come un’occasione per rallentare gli investimenti. Tuttavia, ha aggiunto Salvati, proprio questo scenario apre a nuove opportunità. Liberata dall’approccio puramente regolatorio, la sostenibilità può diventare uno strumento strategico di trasformazione del business, fondato su dati credibili, obiettivi misurabili e risultati verificabili.

Sul ruolo della comunicazione si è soffermata Caterina Banella di Value Communications. In una fase di forte incertezza normativa, la reputazione diventa un asset ancora più rilevante. La sfida «non è comunicare di più ma comunicare meglio, meno storytelling autoreferenziale, più trasparenza, governance, dati verificabili e capacità di coinvolgere gli stakeholder». Solo una narrativa costruita su evidenze concrete può rafforzare fiducia e credibilità, contribuendo allo sviluppo di una cultura della sostenibilità che vada oltre gli obblighi normativi.

Per Stella Gubelli, amministratore delegato di Altis Advisory, l’impatto della nuova normativa si è manifestato soprattutto sul mercato potenziale più che sul portafoglio clienti. Le aziende che avevano già avviato percorsi di sostenibilità hanno in larga parte confermato gli investimenti, si è invece ridotto il bacino di nuove imprese che si preparavano agli obblighi della Csrd. «Il consulente è chiamato meno a interpretare una norma e sempre più ad accompagnare le imprese nella definizione di percorsi personalizzati, aiutandole a orientarsi in uno scenario regolatorio più incerto e a costruire progetti coerenti con le proprie priorità strategiche» ha concluso Gubelli.

Matteo Russo

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