Ue, rinnovabili a rischio con interventi sui prezzi elettrici
Statkraft, il principale produttore di energia rinnovabile dell’Europa, ha ammonito le autorità di regolamentazione europee contro la modifica dei prezzi dell’elettricità , per non mettere a rischio gli investimenti nelle energie pulite. Come anticipato nella rassegna stampa di questa settimana, i Paesi dell’Ue stanno discutendo su come contenere i prezzi dell’energia, a fronte delle crescenti preoccupazioni per l’impatto economico della guerra in Medio Oriente.
L’assenza di soluzioni rapide ha portato a richieste di rivalutazione del sistema che regola il mercato energetico del blocco, che opera secondo un cosiddetto sistema di prezzi marginali, in cui il prezzo dell’energia viene fissato in base al costo dell’ultima unità di energia necessaria a soddisfare la domanda. Spesso si tratta di gas, un combustibile che ha risentito dei recenti eventi geopolitici, contribuendo a mantenere elevati i prezzi. Secondo Birgitte Vartdal, amministratrice delegata di Statkraft, «dobbiamo utilizzare questi segnali di prezzo per integrare una maggiore quantità di energie rinnovabili nel sistema».
Negli ultimi anni, peraltro, il ruolo del gas nella formazione del prezzo marginale si è progressivamente ridimensionato: dal 2020 la quota di ore in cui è questa fonte a determinare il prezzo è scesa dal 72% al 40%, segnalando un’evoluzione già in atto del mix energetico europeo. Un trend confermato anche dal sorpasso, nell’ultimo anno, delle rinnovabili, in particolare eolico e solare, sulla produzione da fonti fossili, a dimostrazione di una transizione che, secondo Statkraft, va accompagnata senza alterare i meccanismi di mercato.
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