pubblicato il report 2025 di aggiornamento sui target validati

Sorpresa Sbti: “più ambizione” sul Net Zero

15 Apr 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Nel 2025 le scelte delle aziende guardano con maggiore frequenza a obiettivi Net Zero: quasi 1 azienda su 2 (il 40%) che ottiene la validazione Sbti ha un target net zero oltre al target near term. Nel 2024 la quota di Net Zero si fermava a solo un’azienda su 3. L'Italia cresce ma deve ancora chiudere il gap con l'Europa

Dalla Sbti è arrivato un dato in controtendenza rispetto allo scenario globale: nonostante tutto, cresce l’ambizione delle aziende verso il Net Zero. Lo indica l’ultimo report “Sbti trend tracker 2025” pubblicato ad aprile 2026, nel quale si segnala come a livello globale il numero totale di aziende con obiettivi validati sia cresciuto a fine 2025 su base annua del 40% a 9.764 aziende e che, ed è qui la crescita dell’ambizione, il numero di aziende con anche obiettivi Net Zero sia addirittura cresciuto a un passo più veloce: +61% a 2.325 a fine 2025. Emerge così che nel 2025 le scelte delle aziende guardano con maggiore frequenza a obiettivi Net Zero: quasi 1 azienda su 2 (il 40%) che ottiene la validazione Sbti ha anche target net zero. Nel 2024, la quota di Net Zero si fermava a solo un’azienda su 3. Nel 2023 solo a due su cinque. A livello di settori, guardando a tutte le tipologie di target, mostrano dinamicità la sanità, le tecnologie dell’informazione e i materiali.

IL MOTORE ASIATICO 

Tornando a guardare ai numeri complessivi di aziende con target validati (che includono il solo near term o anche obiettivi Net Zero), l’Europa mantiene la leadership numerica con 4.769 aziende in totale con target validati alla fine del 2025 (e una crescita del 34%). Ma è l’Asia il motore della crescita con un progresso del 53% di aziende con target validati a fine 2025. Guardando ai numeri assoluti, si nota come il numero di aziende con obiettivi validati nel 2025 in Asia si attesti a 1.216 aziende, un valore ormai allineato alle 1.209 dell’Europa.

A trainare sono China, Taiwan, Giappone e India. In particolare, si nota come il Giappone continui a crescere (+47%) nonostante sia in assoluto il Paese asiatico con il più alto numero di aziende validate (2.091), seguito dalla Cina a distanza (598). Ma anche Paesi con una bassa penetrazione di mercato di Sbti stanno mostrando dinamismo: Indonesia, Pakistan, Singapore, Tailandia e il Sud Korea sono tutte nella Top 10  per ritmo di crescita di nuove aziende validate rispetto al totale.

IL POTENZIALE DELL’ITALIA 

La più alta penetrazione dell’indice di mercato da parte dello Sbti si riscontra nel Cac 40 francese, nel Dax 40 tedesco – entrambi con una penetrazione dei Sbti al 70% circa) e nel Ftse 100 britannico, seppur più a distanza con il 53 per cento. Segue il Nikkei 225  al 49%. Rimane indietro il Ftse Mib italiano dove solo il 35% di aziende ha fissato dei target. In questo quadro, le aziende italiane paiono sulla strada di chiudere il gap: l’Italia risulta nella Top 10 dei Paesi a maggiore penetrazione con la maggiore crescita proporzionale (settima posizione dietro al alcuni mercati emergenti come Cina ed India  e ad alcuni Paesi europei come Paesi Bassi e Germania). In particolare ha registrato tra il 2024 e il 2025 una crescita del 39% passando da 147 aziende con target validati a fine 2024 a 205 aziende a fine 2025.

 Elena Bonanni

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