Msci: investimenti boom sui crediti di carbonio (di domani)
Nel 2025, il mercato dei crediti di carbonio ha registrato una netta divergenza. La domanda, misurata in termini di ritiri, è rimasta sostanzialmente stabile per il quarto anno consecutivo, nonostante l’indebolimento degli obiettivi climatici in diverse grandi economie. Allo stesso tempo, i flussi di capitale verso l’offerta futura hanno subito una forte accelerazione. Lo rivela un’analisi di Msci Carbon Markets che monitora gli accordi di investimento e di acquisto annunciati pubblicamente nel mercato dei crediti di carbonio.
I dati, secondo l’analisi, mostrano che l’attività di capitale in fase iniziale ha raggiunto il record di 22 miliardi di dollari nel 2025, più di cinque volte i livelli del 2021 e con un aumento del 72% rispetto al 2024. Il valore degli accordi di acquisto, in cui le aziende stipulano contratti per assicurarsi l’approvvigionamento futuro, è quasi triplicato su base annua, raggiungendo i 12,3 miliardi di dollari, e, per la prima volta, ha superato i 9,7 miliardi di dollari di investimenti diretti in progetti di crediti di carbonio. Questa crescita, spiega Msci, «non è guidata da acquisti per uso immediato, ma da impegni lungimiranti volti a garantire l’approvvigionamento con anni di anticipo».
La qualità è un fattore trainante fondamentale di questa transizione. Solo circa un terzo dei crediti disponibili ottiene un rating BBB o superiore secondo la classificazione Msci Carbon Project Ratings, il che evidenzia una disponibilità limitata di crediti ad alta integrità. Con l’aumentare dei controlli, le aziende stanno cercando di assicurarsi l’accesso ai progetti che generano tali crediti e di assumerne un maggiore controllo.
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