Aon: aziende già in ritardo sulla formazione sulla AI

12 Giu 2026
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L’88% delle aziende concorda sul fatto che l’intelligenza artificiale richiederà nuove competenze alla forza lavoro e indica, tra i principali fattori di successo per i prossimi tre anni, lo sviluppo di capacità come adattabilità, leadership e gestione del cambiamento, considerate persino più rilevanti delle competenze tecniche. Nonostante ciò, mentre il 73% delle organizzazioni ha già avviato o sta sperimentando programmi di AI, solo il 18% dichiara che la maggior parte dei propri dipendenti ha partecipato nell’ultimo anno a percorsi di reskilling o upskilling sull’intelligenza artificiale.

I dati sono contenuti nella prima edizione dello Human Capital Trends Study, un’indagine realizzata da Aon, azienda specializzata nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano. La ricerca ha coinvolto 2.361 leader aziendali tra membri di consigli di amministrazione, dirigenti e responsabili delle risorse umane in più di 62 Paesi, tra cui l’Italia.

Lo studio, si legge in una nota, evidenzia, in particolare, un gap critico nelle strategie di utilizzo dell’intelligenza artificiale: le organizzazioni riconoscono che saranno le persone a decretarne il successo, ma non stanno investendo in modo adeguato nelle strategie di sviluppo del capitale umano.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo l’Aon Human Capital Trends Study 2026, le imprese accusano un ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale rispetto alla media globale: solo il 33% ha già implementato soluzioni di AI, contro un tasso di adozione del 44% registrato a livello mondiale. Un divario che si riflette anche sulla formazione: quasi un quarto della forza lavoro italiana non ha partecipato ad alcun programma di reskilling o upskilling in ambito AI negli ultimi 12 mesi.

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