esg business conference 2026 / terza tavola rotonda

Pmi e banche: serve un linguaggio comune

1 Lug 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
All'evento si è discusso di come rafforzare il dialogo tra piccole imprese e banche, superando le difficoltà nella comprensione delle informazioni Esg. I relatori hanno sottolineato il ruolo della formazione e di accompagnamento delle imprese per trasformare la sostenibilità da adempimento a fattore strategico

Alla ESG Business Conference 2026 il confronto tra imprese, banche e professionisti ha acceso i riflettori sul rapporto tra Pmi e sistema finanziario. Tra criticità, buone pratiche e strumenti di accompagnamento, è emersa la necessità di rendere più efficace il dialogo tra i due mondi, valorizzando i fattori Esg non come un adempimento, ma come leva di competitività e di accesso al credito. Se ne è discusso nella tavola rotonda “Finanza-PMI: narrativa ed educazione, quali informazioni Esg contano e perché contano”, che ha visto la partecipazione di Francesca Capoferri, partner di Andersen, Lorenzo Kasperkovitz, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità del Gruppo Cassa Centrale, e Gianmarco Paglietti, responsabile dell’Area “Sostenibilità, studi e ricerche” di Innexta. (rivedi qui la conferenza)

IL GAP DA COLMARE

Ad aprire il confronto è stato Gianmarco Paglietti, che ha evidenziato come il pacchetto Omnibus abbia generato, soprattutto tra le imprese meno mature, un effetto di disorientamento. «L’informazione incompleta può giocare brutti scherzi», ha osservato, spiegando che molte aziende hanno interpretato le semplificazioni normative come un generale “rompete le righe”, mentre «a livello europeo non è cambiato sostanzialmente nulla sul ruolo dei fattori Esg nella valutazione del rischio da parte delle banche e per l’accesso al credito». Secondo Paglietti, il principale ostacolo resta il linguaggio. «Quando parliamo non parliamo per far sapere di sapere, ma per farlo capire agli altri», ha ricordato, sottolineando come termini tecnici spesso non riescano a trasmettere un concetto fondamentale: «Sostenibilità, produttività ed efficienza gestionale non sono cose separate».

Una lettura incoraggiante arriva invece dal sistema bancario. Lorenzo Kasperkovitz, ha sottolineato come «al di là delle dichiarazioni il mercato stia procedendo con azioni concrete. I dati del Gruppo mostrano infatti che oltre il 10% delle erogazioni del 2025 ha riguardato finanziamenti con finalità ambientali e più del 10% interventi con finalità sociale, segnale di una crescente attenzione anche da parte delle Pmi».

LE LEVE DEL CAMBIAMENTO

Per tutti i relatori, la chiave del cambiamento passa dalla formazione e da un dialogo più efficace tra imprese e banche.

Paglietti ha invitato a superare il “mito del bollino Esg”: «Le certificazioni – ha spiegato – rappresentano uno strumento utile, ma non valgono per sé: ciò che conta è aiutare le imprese a organizzare le informazioni e trasformarle in un flusso leggibile dalle banche». Anche Kasperkovitz ha richiamato la necessità di un approccio graduale e ha osservato: «il ruolo della banca deve essere quello di accompagnare la transizione, valorizzando le informazioni raccolte sul territorio e sostenendo gli investimenti che riducono i rischi Esg delle imprese».

LA CULTURA ESG NELLA C-SUITE

Infine Francesca Capoferri, ha individuato il principale gap nell’assenza di una narrativa condivisa: «La banca e la piccola-media impresa non parlano la stessa lingua», ha spiegato, sottolineando la necessità di aiutare le aziende a comprendere quali informazioni siano realmente utili per il sistema finanziario e come integrarle nelle proprie strategie, ovvero creando una sorta di C-Suite Esg. Secondo Capoferri, il vero punto di partenza è culturale: «La formazione resta ancora la base da cui partire. Per questo le imprese devono imparare a integrare la sostenibilità nelle decisioni aziendali, trasformandola da semplice raccolta di dati o adempimento normativo in uno strumento di pianificazione strategica e di creazione di valore. Solo così il dialogo con il sistema bancario potrà diventare più efficace e contribuire a sostenere la competitività delle Pmi».

 

Giulia Bandini

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