dati della Platform on Sustainable Finance

Tassonomia Ue, 330 mld di CapEx nel 2025

27 Ott 2026
Notizie SRI Finance Commenta Invia ad un amico
La seconda edizione del rapporto della Platform on Sustainable Finance rileva 330 miliardi di euro di CapEx allineati alla Tassonomia europea e altri 182 miliardi a sostegno della transizione. Tra le priorità indicate, ampliare il monitoraggio e mobilitare maggiori capitali azionari per finanziare la transizione europea

Nel 2025, le grandi imprese europee hanno investito 512 miliardi di euro in attività verdi e investimenti a sostegno della transizione, pari al 21% degli investimenti corporate complessivi nell’Unione europea. Di questi, 330 miliardi sono investimenti green, mentre altri 182 miliardi corrispondono a spese in conto capitale aggiuntive associate alla transizione. Dal 2022, gli investimenti allineati alla Tassonomia dichiarati hanno superato 1,2 trilioni di euro.

Sono i principali dati della seconda edizione del report Monitoring of Capital Flows to Sustainable Investments, pubblicato dalla Platform on Sustainable Finance, organismo consultivo della Commissione europea. Il documento analizza i flussi di capitale verso gli investimenti sostenibili attraverso le informative sulla Tassonomia Ue, i piani di transizione aziendali, i Green Bond, i Green loans e i fondi disciplinati dalla Sfdr.

Combinando le informazioni derivanti dalla rendicontazione prevista dalla Tassonomia Ue con i dati dei mercati finanziari, il documento offre una comprensione più dettagliata di dove vengono effettuati gli investimenti, delle modalità con cui sono finanziati e di come la transizione europea si stia concretamente realizzando.

TASSONOMIA, IN 6 PAESI L’81% DEGLI INVESTIMENTI

Gli investimenti allineati alla Tassonomia restano concentrati geograficamente. La Germania ha rappresentato il 31% dei 313 miliardi di euro di CapEx allineati riportati per attività nel 2025, seguita da Francia (18%), Italia (12%), Spagna (9%), Paesi Bassi (7%) e Danimarca (4%). I sei Stati membri rappresentano complessivamente l’81% degli investimenti allineati dichiarati nell’Ue.

Il report precisa che questi dati riflettono anche la localizzazione delle grandi imprese che rendicontano gli investimenti e la struttura industriale dei diversi Paesi, e non necessariamente la destinazione fisica dei progetti di investimento

A livello di settori, la fornitura di elettricità rappresenta il 46% degli investimenti allineati dichiarati nel 2025, seguita dal manifatturiero con il 25% e dai servizi di trasporto con il 18%. La generazione di elettricità (30%), la trasmissione (11%) e la distribuzione (5%) rappresentano complessivamente quasi la metà degli investimenti allineati totali. La predominanza di queste attività è dovuta, almeno in parte, all’ampia copertura delle principali aziende di pubblica utilità e dei gestori delle reti di trasmissione, i cui programmi di investimento sono efficacemente intercettati e documentati nell’ambito della rendicontazione della Tassonomia Ue.

Gli investimenti allineati sono cresciuti del 5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, con incrementi nella fornitura di elettricità (+11%), nel manifatturiero (+4%) e nei servizi di trasporto (+23%). Tale incremento riflette il continuo impiego di capitali in settori che sostengono la transizione verde e industriale e rafforzano le basi della crescita economica di lungo periodo.

GREEN BOND, BANCHE AL 34% DELLE EMISSIONI UE

Dal 2020, gli emittenti europei hanno raccolto 2.358 miliardi di euro attraverso green bond. Le emissioni hanno raggiunto 291 miliardi nel 2025 e 196 miliardi nel primo semestre del 2026.

Germania, Francia e Paesi Bassi rappresentano i principali Paesi di domiciliazione degli emittenti di Green Bond. In questi mercati, grandi enti pubblici e società di pubblica utilità hanno fatto ampio e continuativo ricorso a questo strumento per finanziare nel tempo importanti investimenti nella capacità di generazione energetica, nelle infrastrutture di trasmissione dell’energia e nei sistemi di mobility.

A livello europeo, il settore bancario rappresenta la quota maggiore delle emissioni di green bond, con il 34% del totale. Tale quota evidenzia il ruolo delle obbligazioni verdi nel sostenere i finanziamenti destinati a edifici più efficienti dal punto di vista energetico. Il settore pubblico si colloca al secondo posto, con il 31%: il 19% è riconducibile ai Sovereigns e il 12% ai Sub-sovereigns e alle agenzie governative. Per il settore pubblico, i green bond rappresentano uno strumento di finanziamento per progetti sostenibili, tra cui il trasporto pubblico pulito e le infrastrutture energetiche.

FONDI SFDR, CRESCE L’ALLINEAMENTO ALLA TASSONOMIA

Nel secondo trimestre del 2026, il patrimonio complessivo dei fondi articoli 8 e 9 Sfdr ha raggiunto 9,6 trilioni di euro. Nel 2025 i fondi articolo 8 hanno registrato flussi netti in entrata per 327,3 miliardi di euro, seguiti da ulteriori 145,3 miliardi nel primo semestre del 2026. I fondi articolo 9 hanno invece registrato deflussi per 20,7 miliardi nel 2025, prima di una sostanziale stabilizzazione nei primi sei mesi del 2026.

L’allineamento medio alla Tassonomia Ue dei fondi articolo 8 e articolo 9 è aumentato rispettivamente al 2,3% e all’8,8% nel secondo trimestre del 2026, rispetto all’1,5% e al 6,6% registrati nel terzo trimestre del 2024. ll numero di fondi articolo 8 che riportano investimenti allineati alla Tassonomia è cresciuto dell’83%, raggiungendo quota 4.831 fondi, mentre i fondi articolo 9 sono aumentati del 42%, arrivando a 497 fondi.

Analizzando l’allineamento alla Tassonomia, tra i fondi articolo 8, il 46,9% dichiara un livello superiore a zero. Tuttavia, circa 5.500 fondi continuano a riportare un allineamento nullo e altri 3.200 fondi si collocano nella fascia compresa tra lo 0% e il 5 per cento. Passando ai fondi articolo 9, il 59,7% riporta un allineamento alla Tassonomia superiore a zero, mentre 335 fondi dichiarano un allineamento nullo. La maggior parte dei restanti fondi segnala livelli di allineamento inferiori al 30 per cento.

Per quanto riguarda gli investimenti sostenibili ai sensi dell’articolo 2(17), circa 2.700 fondi articolo 8 riportano una quota nulla di investimenti sostenibili, mentre gli altri risultano distribuiti in tutte le fasce comprese tra il 10% e il 90%, con una concentrazione particolarmente elevata nell’intervallo tra il 40% e il 50 per cento. La situazione è diversa per gli articolo 9: circa 730 fondi articolo 9 dichiarano una quota superiore al 90%, con una media complessiva pari al 92%.

Nel complesso, i fondi articolo 9 classificano quasi l’intero portafoglio come costituito da investimenti sostenibili, ma solo una quota molto più ridotta di tali attività viene riportata come allineata alla Tassonomia Ue.

L’UE ASPIRA A PIÙ CAPITALI PER LA TRANSIZIONE

L’analisi conferma il valore del monitoraggio basato sulla Tassonomia Ue per seguire i flussi di capitale verso gli investimenti sostenibili e supportare le decisioni politiche. Il report evidenzia tuttavia che i dati attualmente disponibili derivano prevalentemente dalle grandi imprese soggette agli obblighi di rendicontazione e offrono pertanto una visibilità limitata sulle società a media capitalizzazione, sulle Pmi e sulle altre imprese non soggette a tali obblighi.

Il documento rileva inoltre la forte dipendenza della finanza sostenibile dal debito, in particolare attraverso green bond e green loan, e sottolinea l’importanza di mobilitare maggiori capitali azionari e altre forme di capitale di rischio per sostenere l’innovazione, favorire la diffusione delle tecnologie pulite e supportare la trasformazione dell’economia reale.

Noemi Primini

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