et.people/ 19 Intervista a Luca Pasqualotto

Il manager di Copernico: «Sostenibilità? Ricordiamoci l’effetto farfalla»

7 Giu 2019
Interviste e Ritratti CSR Commenta Stampa Invia ad un amico
Il vice presidente della società di smart working spiega le scelte sostenibili dell'azienda. Immobili da riqualificare energeticamente, prodotti usa e getta e fornitori con filiera certificata

«Sostenibilità per me è un concetto da progettare e sviluppare a lungo termine: è come un albero che mette radici solide nel corso del tempo, per resistere e crescere in armonia con l’ambiente circostante». Luca Pasqualotto è VP, Asset Management di Copernico, società che si occupa di smart working in diverse città italiane (Milano, Torino, Roma e altre in apertura) e all’estero (Bruxelles). In azienda, spiega Pasqualotto, si fanno da sempre azioni concrete a sostegno della sostenibilità: «L’energia dei nostri immobili, per esempio, è quasi totalmente rinnovabile. Abbiamo costi maggiori, ma allo stesso tempo la consapevolezza di promuovere e realizzare un progetto e un pensiero in cui crediamo».

Luca Pasqualotto

La tematica del vivere e lavorare sostenibile coinvolge la sua attività di manager? Se sì, perché e come? Ci può fare qualche esempio?

Sì. Il mio ruolo consiste nel trovare nuovi immobili da riqualificare e la direzione che prendiamo è sempre quella di avere un migliore impatto energetico che ci consenta di avere meno sprechi e più attenzione all’ambiente. Avremo più costi all’inizio, come ho detto in precedenza, ma facendo un discorso a lungo termine, sappiamo che la direzione green è quella più corretta. Inoltre, tutti i nostri dipendenti hanno degli incentivi per utilizzare i mezzi pubblici al posto di quelli privati, e i menù che proponiamo in mensa sono tutti studiati insieme a una dietologa per essere buoni e sani. Abbiamo deciso, infine, di utilizzare posate e stoviglie usa e getta compostabili, e tra i fornitori privilegiamo quelli con una filiera certificata.

Crede che la sostenibilità possa essere un driver per il suo lavoro?

Certo, sono consapevole del fatto che molte aziende ora parlino di sostenibilità più per una questione di immagine che di vera consapevolezza e impegno, tuttavia nella nostra azienda promuoviamo e attuiamo azioni concrete perché crediamo nella forza di queste tematiche. Non rimangono idee solo concettuali, ma vengono messe in pratica.

Pensa che i temi sostenibili possano essere un driver per l’immagine pubblica dell’azienda? Secondo lei come si potrebbe migliorarne la visibilità?

Copernico è presente su tutti i principali canali social e mi sono reso conto che i temi di sostenibilità sono richiesti dai nostri follower. Così come gli eventi interni che organizziamo, che hanno una valenza sociale di condivisione e scambio di esperienze, sono sempre molto frequentati. Per aumentare la visibilità di questi temi, penso si dovrebbe fare più educazione proattiva, cercando di far capire che ogni nostro gesto ha un “effetto farfalla” con conseguenze che arrivano fino ad altre parti del mondo.

I temi sostenibili fanno parte della sua quotidianità privata?

Sì, da sempre fanno parte della mia cultura: faccio la raccolta differenziata in modo quasi maniacale, ammetto, e tutta la mia famiglia è coinvolta. Anzi, i bambini sono i più attenti. Ho deciso di fare delle scelte consapevoli anche sull’abbigliamento e per quanto riguarda l’alimentazione cerco di consumare sempre prodotti di stagione per avere un basso impatto ambientale.

Cecilia Mussi

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