Diversity nei board Ue, target di legge ancora lontani
Mentre si avvicina la deadline del prossimo 30 giugno per gli equilbri di genere nei board delle società europee, restano ancora lontani gli obiettivi posti dalle norme di Bruxelles (EU Directive 2022/2381 on gender balance on corporate boards).
«Con la scadenza per il recepimento della direttiva Ue sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società ormai trascorsa (28 dicembre 2024) – si legge nel Top Governance & Stewardship Trends for 2026 di Iss – e l’avvicinarsi della scadenza per la conformità (30 giugno 2026), la stagione delle assemblee generali annuali del 2026 rappresenta di fatto l’ultima occasione completa per molti emittenti di dimostrare i progressi compiuti verso la conformità , a seconda di come ciascuno Stato membro ha recepito la direttiva».
Secondo la norma, le società quotate dovranno avere una rappresentanza del 40% del sesso sottorappresentato
tra gli amministratori non esecutivi o del 33% tra tutti gli amministratori entro il 30 giugno 2026.
Tuttavia, la velocità di avvicinamento è insufficiente. Secondo Iss, «negli ultimi tre anni la diversità di genere media nei consigli di amministrazione è aumentata di 3 punti percentuali, passando dal 28,5% nel 2023 al 30,5% nel 2026».
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