le tre metodologie per la decarbonizzazione del portafoglio

Private equity, call to action della Sbti

ET.Pro
17 Nov 2021
Notizie SRI Finance Commenta Stampa Invia ad un amico
La Science Based Target Inititiative ha pubblicato una guida per la decarbonizzazione tramite target scientifici destinata al private equity. Tre sono le metodologie considerate per definire science-based targtes, a cui dovrebbe affiancarsi una rendicontazione pubblica sull'engagement strategico condotto con gli attori rilevanti.

Call to action della Science Based Target Inititiative (Sbti) al private equity: l’industria globale del private equity deve fare la propria parte utilizzando metodologie collaudate per  mitigare le emissioni di carbonio e analizzare l’esposizione dei propri portfolio ai rischi finanziari del cambiamento climatico.

Il messaggio arriva dal documento Private Equity Sector Science-based Target Guidance, guida creata dalla Sbti in collaborazione con Anthesis e tramite un processo multi-stakeholder che ha visto la partecipazione di un Expert Advisory Group con membri da Ici (Initiative Climate International), consulenti e NGOs e fornisce indicazioni concrete per la definizione di target scientifici, in modo da assicurare coerenza nelle modalità di definizione dei target da parte delle differenti società di private equity. Tenendo in considerazione le specificità dei business model e asset class propri delle firme di private equity, la Sbti si pone l’obiettivo di supportare le società di private equity nell’allineamento a scenari climatici in linea con l’accordo di Parigi ma anche nell’identificare le sfide più comuni per queste realtà e, a tendere, creare un campo comune per poter definire e promuovere best practice.

Si tratta quindi di una call to action, supportata da Unpri e da Ici, affinché la comunità del private equity utilizzi le indicazioni fornite nella guida e le integri nelle proprie strategie di decarbonizzazione dell’economia reale, facendo la propria parte verso un futuro net-zero. Una call to action che enfatizza anche i benefici non indifferenti che le società di private equity potrebbero avere tramite la definizione di target scientifici e che, secondo la Sbti, vanno dalla protezione del valore dei propri asset, al rafforzamento della resilienza e della competitività sul mercato, alla possibilità di identificare e capitalizzare su nuove opportunità, apportando innovazioni e costruendo credibilità e reputazione.

La guida mappa le metodologie esistenti di target setting per i portfolio, a partire da quanto incluso nella Financial Sector Science-based target Guidance di Sbti per il settore finanziario alle asset class più rilevanti sul mercato.

Fonte: SBTi Private Equity Sector Guidance November 2011 – p. 10

 

La guida include poi dettagli sul come creare un GHG inventory e come definire target scientifici e include le tre metodologie che una società di private equity può applicare per definire science-based targets:

  1. Un processo dettagliato step-by-step per la definizione di target per emissioni dirette (scope 1), indirette (scope 2) e indirette scope 3 per categoria (dalla 1 alla 14). Uno step a parte viene dedicato alla categoria 15, specifica per gli investimenti.
  2. Un approccio portfolio coverage
  3. Un approccio Temperature rating

 

Fonte: SBTi Private Equity Sector Guidance November 2011 – p. 11

In  chiusura, la Sbti raccomanda alle società di private equity di rendicontare pubblicamente sull’engagement strategico condotto con gli attori rilevanti e fornisce ulteriori indicazioni utili al raggiungimento dei target scientifici definiti, tra cui l’adozione di principi di investimento relativi al clima, l’integrazione della tematica del cambiamento climatico nella governance aziendale, tramite per esempio una climate govenance structure, l’adozione di politiche specifiche in base ai settori di interesse e lo sviluppo di metodologie e tool di misurazione dell’impatto dell’azione sul clima.

Martina Costa

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