paper di scoutmac analysis
Prediction markets, così ti azzecco i Kpi
Nonostante framework come la Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (Tnfd) e il Science Based Targets Network (Sbtn) forniscano linee guida su cosa misurare, la loro resa operativa rivela sfide metodologiche profonde. Metriche come il cambiamento d’uso del suolo o il rischio idrico sono spesso valutate utilizzando fonti di dati e assunzioni divergenti, portando a risultati frammentati e inconsistenti che compromettono la comparabilità e l’analisi degli investimenti. Molte aziende segnalano difficoltà nell’allineare i dati geospaziali con le informative societarie, rendendo le disclosure meno utili per le decisioni e meno verificabili.
Il paper “From Method to Outcome: A Market-Based Infrastructure for Nature-Related Risk Validation” propone un framework innovativo per la gestione dei rischi ambientali attraverso l’integrazione dei prediction markets. Redatto da James d’Ath e Gareth Thomas di ScoutMac Analysis, il documento si avvale del contributo di Mark Roulston, Senior Research Fellow presso la Lancaster University Management School e direttore dell’iniziativa Crucial. Il progetto è impegnato nella validazione dei prediction markets applicati ai rischi legati al cambiamento climatico, dimostrando come questi strumenti possano produrre previsioni probabilistiche calibrate su parametri fisici (es. precipitazioni, l’attività degli uragani). A Crucial partecipano diversi centri universitari tra cui Università di Exeter e di Bristol, Cardiff University, Imperial College, Oxford.
LE SCOMMESSE DEI PREDICTION MARKETS
I prediction markets sono definiti come piattaforme di trading in cui i partecipanti scambiano contratti i cui payoff sono contingenti al verificarsi di specifici eventi futuri, di diverse categorie: politica, geopolitica, finanza, economia, intrattenimento, clima e scienza. Il più esteso e pubblicizzato al momento è Polymarket, anche per via delle partnership attivate con varie istituzioni tra cui Dow Jones.
Ogni contratto riflette un esito binario o probabilistico e il suo prezzo di mercato rivela la convinzione aggregata sulla probabilità di tale outcome. Ad esempio, un contratto che paga 1 dollaro se la ricchezza di specie aumenta del 20% entro il 2030 potrebbe essere scambiato a 0,65 dollari, segnalando una probabilità stimata del 65 per cento. Questo meccanismo rappresenta un’alternativa rigorosa alle previsioni basate sul consenso o su modelli teorici, poiché permette a esperti di dominio e stakeholder informati di agire sulla base delle proprie informazioni, aggiornando i prezzi in tempo reale man mano che emergono nuove evidenze.
Nonostante lo strumento possa sembrare controverso, Roulston spiega che a differenza del convenzionale mercato delle scommesse, nei prediction markets i partecipanti «non devono necessariamente pagare per partecipare». Il sistema non è una scommessa fine a se stessa, ma un meccanismo incentivante sponsorizzato per aggregare conoscenza collettiva, dove i partecipanti sono compensati per l’accuratezza delle loro previsioni anziché dipendere dalla mera fortuna.
L’APPLICAZIONE AL NATURE-RELATED RISK
La metodologia proposta nel paper si articola attraverso un sistema di validazione orientato ai risultati, che contrappone le metriche tradizionali basate sui protocolli alla validazione basata sull’esito. Mentre i protocolli attuali soffrono di assunzioni opache, indicatori ritardati e una falsificabilità limitata , l’outcome-based validation si focalizza su ciò che accadrà effettivamente, fornendo intelligenza adattiva in tempo reale e una gestione del rischio forward-looking.
Il workflow operativo inizia con la definizione di un obiettivo ecologico e di un Kpi chiaramente delimitato nel tempo (ad esempio, il ripristino del 70% di un terreno degradato entro il 2030). Viene quindi lanciato un prediction contract a cui partecipano ecologisti, analisti finanziari, comunità locali e sistemi di intelligenza artificiale. Il prezzo del contratto riflette il rischio di consegna e la probabilità implicita che l’outcome venga raggiunto. Questo segnale informa vari use cases, come l’aggiustamento delle cedole dei prestiti, la definizione dei premi assicurativi o le decisioni di finanziamento dei progetti. La risoluzione avviene tramite un oracle che verifica l’esito reale permettendo la remunerazione dei previsori accurati.
I prediction markets operano come sistemi di inferenza adattiva, seguendo la logica dell’aggiornamento bayesiano: man mano che nuove informazioni (satelliti, dati sul campo, cambiamenti normativi) diventano disponibili, i partecipanti rivedono le aspettative e i prezzi si spostano di conseguenza. Questo approccio premia l’accuratezza predittiva rispetto all’ortodossia metodologica. Nei mercati di previsione, i partecipanti sono ricompensati o penalizzati in base al risultato realizzato e non in base all’adesione a un modello prescritto. Ciò crea un meccanismo di selezione guidato dall’evidenza, dove le metodologie che dimostrano un track record di accuratezza guadagnano naturalmente credibilità e influenza, agendo come un filtro di qualità decentralizzato.
Gli use cases citati nella ricerca dimostrano l’applicazione pratica di questa visione. Nel ripristino agroforestale nel Cerrado (Brasile), l’approccio tradizionale si basa su modelli di consulenza e medie di bioma che spesso mancano di specificità spaziale e trasparenza nelle assunzioni. Con i prediction markets, i contratti sono legati a outcome misurabili come il guadagno di carbonio organico nel suolo, fornendo segnali di probabilità in tempo reale che aiutano i team aziendali a prioritizzare gli interventi. Per l’esposizione dei prestiti al rischio degli ecosistemi costieri, il sistema permette una gestione dinamica del credito: l’ammissibilità del sito può essere vincolata a una probabilità di assenza di dispute fondiarie superiore a una soglia definita, mentre le cedole possono variare automaticamente quando la probabilità di moratorie politiche o di superamento dei livelli di torbidità dell’acqua attraversa determinati tier.
IL FORECAST FIDELITY INDEX
Un pilastro fondamentale della metodologia è il Forecast Fidelity Index (Ffi), un benchmark trasparente per comparare le performance predittive. L’Ffi applica regole di punteggio adeguate: il Brier Score per esiti binari (calcolato come la media dei quadrati delle differenze tra probabilità previste ed esiti reali) e il Continuous Ranked Probability Score (Crps) per target continui. L’equazione cardine definisce lo Skill come 1 – (S_model / S_baseline), dove S rappresenta il punteggio scelto (tipicamente il Brier). Un valore superiore a zero indica un miglioramento rispetto al baseline, permettendo un confronto equo tra modelli di machine learning, protocolli accademici e conoscenze locali su termini corretti per l’orizzonte temporale.
Le implicazioni di questo sistema sono vaste. Esso complementa i futuri Nature Measurement Protocol offrendo un feedback sulle prestazioni dei diversi metodi: mentre i protocolli definiscono cosa misurare (linguaggio comune), i prediction markets validano l’efficacia dei metodi nel prevedere gli esiti (feedback predittivo). Rispetto alla Tnfd, i prediction markets aggiungono un livello di outcome-validation al processo Leap (Locate, Evaluate, Assess and Prepare), aiutando a calibrare le assunzioni e a prioritizzare gli indicatori basandosi sulle prestazioni nel mondo reale.
Tuttavia, sussistono sfide regolatorie e di governance: l’uso di mercati con denaro reale è soggetto a rigide normative come la Cftc (Commodity Futures Trading Commission) negli Usa o MiFid II nell’Ue, e devono essere previsti salvaguardie contro la manipolazione o i conflitti di interesse, specialmente quando i developer scommettono sui propri progetti.
L’innovazione nel settore assicurativo fornisce un precedente importante: piattaforme come Arbol già utilizzano input probabilistici per prezzare prodotti parametrici basati su variabili ambientali, riducendo i loss ratio rispetto all’actuarial pricing tradizionale. Allo stesso modo, i prediction markets possono favorire il Community Empowerment: le popolazioni indigene e le comunità locali (Iplcs), stewards di territori ricchi di biodiversità, possono contribuire con osservazioni iperlocali sulla qualità dell’habitat o la presenza di specie. Se le loro previsioni si rivelano accurate, possono essere remunerate direttamente, creando percorsi equi di partecipazione e condivisione dei benefici che valorizzano la conoscenza esperienziale rispetto ai framework estrattivi. Infine, l’Ia agisce come abilitatore critico, sia nell’interpretazione dei dati di remote sensing per rilevare cambiamenti di land cover in tempo reale, sia nell’Nlp per estrarre segnali dai testi normativi o scientifici, ottimizzando al contempo i parametri degli automated market makers.
I prediction markets offrono un meccanismo inesplorato per affrontare l’ambiguità e la dinamicità del rischio naturale. Consentendo a diversi modelli di competere sull’accuratezza della previsione piuttosto che sul consenso metodologico, essi introducono una nuova forma di accountability nel sistema della finanza per la natura. La metodologia «non si propone di sostituire le iniziative esistenti, ma consente a regolatori, investitori e comunità di monitorare le aspettative collettive e prezzare in modo dinamico il rischio di consegna ecologica». Questo spostamento verso una validazione basata sui risultati rappresenta una svolta materiale per l’intero settore finanziario: ciò che conta realmente non è solo quanto viene dichiarato nelle disclosure, ma l’effettivo e verificabile verificarsi degli outcome naturali previsti.
Sofia Restani
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