Gli accordi sull'energia pulita
Rinnovabili, il fronte della “resistenza” Usa
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato guerra alla lotta contro i cambiamenti climatici. E loro hanno dichiarato guerra contro l’agenda dell’amministrazione Trump. Sono il fronte della “resistenza” contro i tentativi di smantellare le leggi federali sul clima e annullare i risultati raggiunti negli ultimi decenni. In prima fila c’è Gavin Newsom, governatore democratico della California, autoproclamatosi capo della “resistenza” a Trump e autore di molteplici iniziative climatiche che vanno decisamente nella direzione opposta a quella indicata dalla Casa Bianca.
L’ultima mossa della lunga serie è arrivata il 16 febbraio, quando ha siglato il primo accordo di alto livello sull’energia pulita tra la California e il Regno Unito. Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 438 “Energia pulita, accordo California-Regno Unito”), l’accordo, che mira a promuovere la condivisione tecnologica e gli investimenti reciproci nella corsa globale all’energia pulita, prevede una maggiore collaborazione sui parchi eolici offshore, un grande cruccio del presidente Usa.
L’altro esempio arriva, nemmeno una settimana dopo, dall’Italia. Il 21 febbraio Enel ha firmato accordi con Excelsior Energy Capital per l’acquisizione di un portafoglio di impianti eolici e solari negli Stati Uniti, per un corrispettivo di circa 850 milioni di euro (un milione di dollari). Gli impianti rinnovabili che saranno acquisiti dall’azienda italiana dell’energia, di cui lo Stato italiano è il principale azionista, hanno una capacità installata complessiva di 830 megawatt e una produzione attesa media annua pari a circa 2,1 Terawattora.
LA CALIFORNIA SEMPRE PIÙ GREEN
Il memorandum d’intesa consentirà un migliore accesso al mercato californiano per le aziende britanniche del settore dell’energia, tra cui Octopus Energy, il principale fornitore di energia del Paese, che ha confermato un miliardo di dollari di nuovi investimenti in tecnologie pulite californiane. Il patto prevede anche la collaborazione tra istituti di ricerca britannici e californiani e la condivisione delle rispettive competenze in materia di tutela della biodiversità e di rafforzamento della resilienza delle comunità di fronte a condizioni meteorologiche estreme. Inoltre, l’intesa sancisce il continuo impegno di entrambe le parti negli sforzi internazionali per combattere il cambiamento climatico attraverso la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, da cui l’amministrazione Trump ha ritirato gli Stati Uniti all’inizio dell’anno.
Infatti, i due firmatari, il Segretario all’Energia britannico Ed Miliband e il governatore democratico della California Gavin Newsom, stanno sfruttando un periodo di turbolenze politiche interne in entrambi i Paesi per presentarsi come leader dell’energia pulita e sostenere che settori come l’eolico e il solare possono trainare la crescita economica. Newsom ha sottolineato che in California si stanno creando tre volte più posti di lavoro nel settore dell’energia pulita rispetto al resto dell’economia dello Stato. Miliband sta spingendo per un maggiore impegno sul Net zero da parte del governo britannico e ha detto che l’economia Net zero del Regno Unito è cresciuta a un ritmo più veloce del Pil.
IL CASO ENEL
Enel prevede che l’accordo, sviluppato attraverso le controllate Enel Green Power North America e Egpna Project Holdco 2 con il fondo di private equity Excelsior Energy Capital per l’acquisizione del portafoglio di impianti rinnovabili, porterà un contributo positivo ai risultati del gruppo di circa 125 milioni di euro l’anno a regime. Inoltre, la società energetica punta a raggiungere una capacità installata interamente rinnovabile di circa 13 gigawatt tra eolico, solare e impianti di accumulo nel Nord America. L’operazione è in linea con la strategia del Gruppo che prevede la crescita della capacità di generazione da fonti rinnovabili, attraverso investimenti e l’acquisizione di asset già in esercizio in Europa e in Paesi Tier 1, principalmente gli Stati Uniti.
Pochi giorni dopo la firma dell’intesa, infatti, Enel ha presentato il nuovo Piano Strategico 2026-2028, che prevede un aumento significativo degli investimenti nelle energie rinnovabili. Nello specifico, la società ha dichiarato di voler investire circa 53 miliardi di euro nei prossimi tre anni, con un aumento di circa 10 miliardi di euro rispetto al precedente piano strategico. Gli investimenti si concentreranno su reti, rinnovabili e clienti finali, con l’obiettivo di aggiungere circa 15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile.
Alessia Albertin
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