verifica per quasi 250 Slb; penalità a favore dei bondholder
Sustainability-linked, la resa dei conti
Con l’esercizio 2025, quasi 250 Sustainability linked bond (Slb) sono arrivati alla resa dei conti: target centrati o maggiore remunerazione ai bondholder. Dieci volte di più che nell’esercizio 2024 (secondo un’analisi di Bloomberg). In questi giorni, come ha riportato la nostra rassegna stampa aumentata ESG/439,  non hanno superato la verifica tre grandi gruppi internazionali che hanno comunicato i risultati per l’anno appena chiuso: la compagnia aerea Air France-Klm, la catena alberghiera Accor e il distributore di petrolio australiano Ampol che non hanno raggiunto gli obiettivi di emissione di gas serra previsti dalle loro obbligazioni legate alla sostenibilità . Questa tipologia di titoli, infatti, prevede che gli interessi pagati dalle aziende siano vincolati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità predeterminati. Poiché questi target vincolanti non sono stati raggiunti, queste aziende dovranno pagare sanzioni finanziarie agli obbligazionisti (giudicate comunque contenute rispetto alle dimensioni delle aziende), attraverso una combinazione di cedole per le tranche ancora non in scadenza e prezzi di rimborso più elevati per i titoli in scadenza nei prossimi mesi.
QUELLI CHE PAGANO
Per esempio Air France-Klm si attende un impatto sui costi del finanziamento di 7,5 milioni di euro per non aver raggiunto il suo target 2025 di un taglio del 10% delle emissioni di gas serra per tonnellata-chilometro pagante (revenue tonne-kilometre, Rtk) rispetto alla baseline del 2019. Tale target è stato utilizzato nell’emissione da 1 miliardo di euro del gennaio 2023, divisa in due trache da 500 milioni. A causa del mancato raggiungimento del target, la prima tranche che scade il 31 maggio 2026 riceverà un premio di rimborso di 750 dollari per bond. La seconda tranche, che scade invece nel 2028, vedrà aumentare la cedola dello 0,375% per i pagamenti del maggio 2027 e del maggio 2028.
Il caso Accor riguarda invece il mancato raggiungimento di due target di emissione (il primo legato a Scope 1 e 2, il secondo a Scope 3) che comporterà un aumento della cedola dello 0,25% per gli ultimi due anni del bond a scadenza nel 2028, con un aggravio annuo di costi per le cedole di 1,75 milioni.
Il sustainability linked bond ibrido di Ampol, emesso nel 2022 come primo di questo tipo a livello mondiale, matura nel 2081 ma è richiamabile nel 2028: sarà rimborsato al 101% nel 2028 in base alla sottoperformance dei risultati ambientali; se non venisse rimborsato, la conversione nelle azioni della società avverrebbe a uno sconto del 2 per cento.
IL PRECEDENTE DI ENEL
Il primo caso di questo tipo in Italia ha riguardato Enel che nel 2024 ha comunicato nel suo bilancio di sostenibilità il mancato raggiungimento di un target legato all’intensità delle emissioni di Scope 1: il Kpi ha raggiunto i 160g CO2/kWh alla fine del 2023 contro un obiettivo di max 148g CO2/kWh entro la stessa data, fissato nel piano strategico 2021-2023. Il gruppo aveva confermato come le dieci obbligazioni legate a questo target di intensità delle emissioni entro la fine del 2023, avrebbero visto le loro cedole aumentare dello 0,25% come previsto dal contratto (si legga al proposito il contributo dell’asset  manager Dpam).
Proprio in questa fase di forte attenzione verso il raggiungimento dei target di sostenibilità promessi negli scorsi anni, il mercato dei Green, Social, Sustainability e Sustainability-linked bond (Gss bond) è entrato nel più ampio ciclo di reinvestimento mai registrato, spinto dall’elevata concentrazione di scadenze nel biennio 2025-26. Nel solo 2025 sono giunte a scadenza circa 315 bond, per un ammontare di capitale rimborsato pari a circa 252 miliardi di euro; il volume è destinato a crescere ulteriormente nel 2026, fino a circa 287 miliardi di euro (si legga l’approfondimento “Nel 2026 in scadenza un numero record di bond sostenibili“).
Elena Bonanni
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