ANALISI DEL REPORT su prodotti al retail nel 2024

Esma, i fondi Esg sempre più economici

10 Mar 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
Nel 2024, secondo l'Authority, i costi dei prodotti di investimento europei destinati al retail hanno continuato a diminuire. Gli ongoing charge sono stati simili o più contenuti dei fondi tradizionali. Emergono differenze anche per categoria Sfdr e naming

Nel 2024 i costi dei prodotti di investimento europei destinati al pubblico retail hanno continuato a diminuire, soprattutto grazie all’ingresso sul mercato di nuovi fondi con commissioni più contenute. Come nella rilevazione annuale precedente, i costi correnti (ongoing charge, OC) dei fondi Esg sono risultati inferiori, o simili, rispetto a quelli dei fondi equivalenti non Esg.

È quanto emerge dall’ottava edizione del report “Costs and Performance of EU Retail Investment Products 2025” pubblicato da Esma, che ha analizzato l’andamento di costi e rendimenti dei fondi europei.

COSTI E PERFORMANCE NEL 2024

Analogamente alla rilevazione annuale precedente, i costi correnti degli fondi Esg retail (1,0%) sono stati simili a quelli dei fondi non Esg (1,0%), se considerati nel complesso. Lo stesso vale per gli Etf.

Andando a vedere i singoli segmenti, emerge il disallineamento. Esaminando ogni singola asset class, le OC dei fondi Esg azionari (1,2%) e obbligazionari (0,5%) erano inferiori a quelli dei loro omologhi non Esg (rispettivamente 1,4% e 0,7%). Al contrario i costi correnti dei fondi misti erano leggermente superiori per i fondi Esg (1,5% contro 1,4% dei fondi tradizionali).

Le commissioni una tantum (On-off costs) erano tuttavia leggermente più elevate per i fondi Esg (2,2% contro 2,0%). Come riporta l’analisi, questa differenza di costo è determinata sia dalle commissioni iniziali che da quelle finali, che erano leggermente più elevate per i fondi Esg.

 

 

COSTI E PERFORMANCE NEL QUINQUENNIO

Su un orizzonte temporale più lungo (dal 2020 al 2024), l’indagine rileva che le OC dei fondi retail Esg (1,1%) sono leggermente maggiori rispetto a quelle dei fondi non Esg (1.0%). Tuttavia, anche in questo caso, andando a scomporre per categoria, i fondi azionari e obbligazionari Esg si rivelano meno costosi dei fondi tradizionali, mentre i fondi multi asset hanno spese correnti maggiori.

I COSTI IN RELAZIONE ALLA CLASSIFICAZIONE SFDR

In termini di costi, i dati di Esma mostrano che, tra i fondi azionari, quelli classificati articolo 6 hanno riportato i costi correnti più bassi (i più costosi si sono rivelati i fondi articolo 9). Al contrario, tra i fondi multi-asset, i fondi articolo 6 risultano i più costosi. Per i fondi obbligazionari, i fondi articolo 9 presentano costi inferiori.

I COSTI IN RELAZIONE AL NAMING ESG

Come già evidenziato in precedenti studi, la presenza di un termine Esg nel nome di un fondo ha un effetto positivo sulla raccolta netta. Gli esperti di Esma si sono interrogati la presenza (o meno) di tali termini potesse avere una relazione anche con i costi.

Confrontando quindi i costi dei fondi che hanno un termine Esg nel nome con i costi dei fondi che non fanno alcuna dichiarazione in tal senso, è emerso che i fondi azionari e obbligazionari che utilizzano un termine Esg related hanno, in media, costi correnti inferiori. Al contrario, i fondi multi-asset con termini Esg nel nome risultano più costosi degli altri. Nel complesso, i costi correnti dei fondi che utilizzano un termine Esg sono inferiori di circa 6 punti base rispetto ai costi correnti dei fondi che utilizzano tali terminologie nel naming.

Noemi Primini

0 commenti

Lascia un commento

Translate »