ET.beyond_csrd/7 - Paola Amadeo, ESG Manager
Fine Foods: «Csrd, Omnibus non ferma la rendicontazione»
L’uscita dal perimetro obbligatorio della Csrd non cambia la direzione intrapresa: la sostenibilità resta un elemento strutturale della strategia aziendale. Lo racconta Paola Amadeo (in foto), Esg Manager di Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. S.p.A, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd una volta entrata in vigore la Direttiva Omnibus. Per il Gruppo, l’accordo politico sul pacchetto Omnibus non modifica il percorso avviato: «Fine Foods ha scelto di proseguire il percorso di rendicontazione in continuità con la Csrd», spiega Amadeo, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro svolto e garantire «una comparazione strategica con i prossimi anni, anche in previsione delle prospettive di crescita del Gruppo». La possibile esclusione dall’obbligo non ha avuto impatti sulle priorità interne: «Tale prospettiva non ha variato l’organizzazione in termini di priorità, commitment del management e stanziamento di budget», sottolinea la Esg Manager. In questa prospettiva, strumenti come la doppia materialità continueranno a essere centrali. L’intenzione del Gruppo è infatti «mantenere l’esercizio di doppia materialità come strumento strategico», adottando un approccio di rendicontazione trasparente e allineato agli Esrs semplificati.
Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi?
Alla luce dell’accordo politico sul pacchetto Omnibus – che rientra nell’ambito di applicazione volontaria della Csrd in base ai nuovi criteri -, Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. S.p.A. – CSDMO (Contract Services Development & Manufacturing Organization) italiana indipendente, specializzata nello sviluppo e nella produzione in conto terzi di prodotti per l’industria nutraceutica, farmaceutica e cosmetica con un approccio customer-centric orientato al servizio, e quotata all’Euronext Star Milan, ha scelto di proseguire il percorso di Rendicontazione in continuità con la Csrd. La ragione di tale scelta risiede nella volontà di mantenere il lavoro svolto nell’esercizio 2024 e avere una comparazione strategica con prossimi anni, anche in previsione delle prospettive di crescita del Gruppo.
L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità, budget e commitment del management?
Nel primo anno di applicazione della Csrd il Gruppo è rientrato nella Wave 1 in qualità di società quotata. Le modifiche date dal pacchetto Omnibus escluderebbero il Gruppo dall’applicazione obbligatoria della Csrd. Tuttavia, tale prospettiva non ha variato l’organizzazione interna in termini di priorità, commitment del management e stanziamento di budget dedicato. Tale consapevolezza è avvalorata dal fatto che il Gruppo è una Società Benefit, che persegue obiettivi di beneficio comune, oltre a quello di fatturato.
Prima dell’esclusione avevate già rafforzato governance e processi interni? Oggi pensate di mantenere queste strutture?
I processi interni di monitoraggio e reporting Esg del Gruppo Fine Foods prima dell’accordo Omnibus erano parzialmente definiti; l’applicazione della Csrd ha comportato notevoli effort che hanno implicato la necessità di ricorrere al supporto di consulenza esterna. Adottando una prospettiva di medio-lungo termine, anche in funzione della propria identità di Benefit Company, il Gruppo ha scelto di rafforzare internamente la funzione Esg, nominandomi responsabile dell’area: ciò ha permesso di ridimensionare il ricorso a consulenti esterni e incrementare le competenze aziendali. Tale organizzazione viene mantenuta anche a seguito del pacchetto Omnibus, in funzione della strategicità di tali tematiche nel modello aziendale e delle prospettive di crescita del Gruppo.
Come è evoluta la raccolta dei dati Esg? Continuerete a investire su sistemi e digitalizzazione?
Per il primo anno di Rendicontazione Csrd il Gruppo è stato supportato da consulenti esterni, anche tramite l’utilizzo di piattaforme specifiche per rispondere a esigenze normative cogenti (ad esempio Eudr). Anche tramite la riorganizzazione dell’area, lungo il corso del 2026 il Gruppo implementerà internamente un sistema di gestione dei dati Esg, integrato nei sistemi informatici già in essere.
Avete svolto l’analisi di doppia materialità? Come pensate di usarla in futuro?
Il Gruppo Fine Foods ha svolto la sua prima analisi di doppia materialità per prepararsi all’entrata in vigore della Csrd per l’anno 2024. L’intenzione dal 2025 in avanti è quella di mantenere l’esercizio di doppia materialità come strumento strategico, quale approccio olistico e trasparente di Rendicontazione, allineandosi ai nuovi Esrs semplificati.
Le semplificazioni Esrs e i Vsme possono essere utili?
Fine Foods, in quanto società quotata, nell’esercizio 2024 è stata tenuta a rendicontare secondo gli Esrs. L’intenzione è quella di continuare a rendicontare volontariamente secondo i principi Esrs semplificati a partire dall’esercizio 2026, non applicando gli standard Vsme, per dare continuità e completezza al reporting già in essere e garantire trasparenza e autorevolezza a tutti gli stakeholder.
Quali stakeholder hanno inciso di più nelle vostre scelte?
La scelta di proseguire con la Rendicontazione Csrd è stata effettuata in funzione di molteplici opportunità identificate nei confronti di alcune tipologie di stakeholder rilevanti. In particolare:
- Alta Dirigenza e collaboratori: mantenere un’elevata trasparenza consente al Gruppo di conservare un’elevata attrattività in termini di nuove assunzioni e retention.
- Clienti: applicare un’informativa completa e dettagliata che sia allineata alle best practice di mercato permette al Gruppo di interloquire più facilmente con un panorama più elevato di clientela, configurandosi come partner di fiducia, affidabile e trasparente.
- Mercato finanziario: adottare uno standard di Rendicontazione autorevole come gli Esrs si traduce in una maggiore appetibilità per investitori e rating in ambito Esg.
In sintesi, mantenere questo tipo di Disclosure può servire per mostrare all’intero panorama dei portatori d’interesse del Gruppo un’informativa chiara, trasparente e completa, in linea con le best practice di mercato.
Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus?
Il Gruppo Fine Foods non ha adottato nessuna strategia comunicativa specifica sull’argomento, ma si è focalizzata sull’applicazione degli standard di Rendicontazione sin da subito. Con l’entrata in vigore del pacchetto Omnibus, la scelta dell’Alta Direzione è stata quella di continuare a distinguersi nel panorama Esg, scegliendo di mantenere un approccio al di sopra della mera compliance normativa, forte della propria identità di Benefit Corporation e della consapevolezza della strategicità degli standard Esrs e in qualità di società quotata sul Segmento Star di Borsa Italiana.
Guardando al 2026, quali sono le priorità? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?
Nel corso del 2026 il Gruppo formalizzerà il Piano di Sostenibilità triennale 2026-2028, a prescindere dai risvolti politici in corso. Gli standard Esrs hanno conferito un’importante linea guida nelle analisi di rilevanza svolte. La priorità aziendale è quella di strutturare la strategia di Sostenibilità nel medio termine, a prescindere dagli standard di reportistica che saranno applicati.
Giulia Bandini
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