ET.TRADING-SRI: AGGIORNAMENTO TREND ETF
Rimbalzo di breve per gli Etf Esg equity
Sono settimane complesse per i trader e per gli investitori attivi sugli Etf Esg domiciliati in Europa e disponibili per la vendita in Italia. La volatilità resta il variabile dominante e tende a mettere in secondo piano il ruolo delle valutazioni Esg, con i movimenti guidati soprattutto dai fattori macro e geopolitici.
Nel brevissimo periodo, tuttavia, le ultime sedute hanno mostrato un tentativo di reazione sulle strategie azionarie. Gli Etf Esg equity hanno beneficiato del rimbalzo delle principali Borse occidentali, riportando i primi segnali di un movimento rialzista. Allargando lo sguardo al trend dell’ultimo mese, il quadro resta però impostato al ribasso, seppur con un’intensità inferiore rispetto alle settimane precedenti.
Il contesto di mercato resta dominato dai venti di guerra in Medio Oriente e dai picchi delle quotazioni del petrolio. Il rischio di una nuova fiammata inflazionistica, legata proprio al costo dell’energia, rappresenta uno dei principali fattori di pressione sui mercati e indebolisce la struttura grafica dell’andamento delle quotazioni dei cloni obbligazionari sostenibili.
AZIONARIO ESG: RIMBALZO DI BREVE, MA TREND MENSILE ANCORA DEBOLE
Come accennato, gli Etf Esg azionari hanno mostrato segnali di recupero nel brevissimo periodo, in linea con i tentativi di rimbalzo dell’equity globale. Tuttavia, il trend a un mese resta negativo, anche se meno accentuato rispetto alla fase precedente.
Nella recente analisi mensile sui trend di febbraio di Morningstar sui principali Etf a livello di dimensioni domiciliati in Europa e disponibili per gli investitori italiani, emerge come la performance dei maggiori Etf azionari sia stata complessivamente orientata al rialzo fino allo scoppio della guerra in Medio Oriente, pur con alcune eccezioni. Tra queste, l’iShares Msci Usa Ctb Enhanced Esg ha registrato una flessione dello 0,27% nel mese, evidenziando una minore tenuta relativa. Si tratta di una strategia che replica l’indice statunitense Msci Usa ma con approccio Climate Transition Benchmark, con l’obiettivo di ridurre l’intensità carbonica e l’esposizione ai combustibili fossili rispetto al benchmark tradizionale.
Sempre tra i prodotti più rilevanti monitorati da Morningstar, tra le strategie “attive” l’Invesco Global Active Esg Equity ha mostrato unba dinamica più robusta, con una performance mensile positiva del +2,99% e un progresso a un anno superiore all’11%. Il fondo combina selezione Esg e fattori quantitativi come value, momentum e qualità, con un’esposizione globale ai mercati sviluppati.
BOND ESG: PRESSIONE INFLATTIVA E SEGNALI DI INDEBOLIMENTO
Più articolato il quadro per gli Etf Esg obbligazionari. Dopo un mese di febbraio particolarmente tonico, l’inizio di marzo ha segnato un progressivo indebolimento delle quotazioni, influenzate dai timori di un ritorno dell’inflazione legato al rialzo del petrolio.
In ogni caso, il segmento continua a beneficiare di flussi rilevanti. Secondo i dati di Amundi Etf, il mercato europeo degli Etf ha registrato a febbraio una raccolta netta record di 48 miliardi di euro. All’interno di questo dato, le strategie Esg hanno raccolto circa 10 miliardi, con una ripartizione approssimativa tra azionario e reddito fisso del 60% e 40%.
Particolarmente significativo il dato sul reddito fisso Esg, che con circa 4 miliardi di euro ha rappresentato quasi la metà degli afflussi complessivi del comparto obbligazionario.
Secondo Morningstar, tra i prodotti più rilevanti si distingue l’Amundi Index Solutions – Amundi Eur Corporate Bond Esg, che ha registrato a febbraio una performance mensile positiva dello 0,52%, portando il guadagno a un anno a oltre il 3%.
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