L'iniziativa per allinearsi all'Eudr
Deforestazione, i big del caffé creano megamappa
Le più grandi aziende produttrici di caffè del mondo sospese tra un obiettivo ambizioso e una scadenza che incombe. Alcuni dei principali commercianti e torrefattori di caffè globali hanno lanciato un’iniziativa per mappare le coltivazioni di caffè di tutto il pianeta. L’obiettivo dichiarato è aiutare a combattere la deforestazione, ma c’è anche un altro aspetto cruciale: evitare che milioni di piccoli agricoltori siano esclusi dal mercato europeo.
Il 30 dicembre di quest’anno, infatti, entrerà in vigore il regolamento dell’Unione europea sulla deforestazione (Eudr), progettato per affrontare il fenomeno attraverso le importazioni, nel blocco, di materie prime, incluso il caffè. L’entrata in vigore del regolamento è stata più volte rimandata proprio per la mancanza di preparazione delle imprese. Ed è proprio alle difficoltà delle aziende nel settore del caffè che la Coffee Canopy Partnership punta a porre rimedio.
IL PROGETTO
L’iniziativa è stata lanciata il 22 aprile da giganti del settore come Jde Peet’s, Louis Dreyfus Company, Sucden, Neumann Kaffee Gruppe, Touton, Sucafina e Tchibo. La mappatura sarà realizzata attraverso un mix di dati satellitari, intelligenza artificiale e verifica sul campo, e utilizzerà anche l’avanzata tecnologia satellitare di Airbus. La mappa completa, la prima del suo genere, sarà disponibile al pubblico.
L’opera di mappatura della Coffee Canopy Partnership inizierà con un progetto pilota che coprirà circa 1,2 milioni di chilometri quadrati di aree coltivate a caffè in Africa orientale, dove coinvolgerà Etiopia, Tanzania, Kenya, Uganda, Burundi e Ruanda. La previsione è di raggiungere una copertura globale di tutte le regioni produttrici di caffè entro il 2027, anche grazie a un maggior coinvolgimento e co-investimento da parte degli altri player del settore e delle istituzioni.
Oltre a mappare le piantagioni di caffè, l’iniziativa si propone di individuare le zone di perdita forestale e di collaborare con i governi per ripristinare il paesaggio e prevenire future deforestazioni. Inoltre, i risultati saranno integrati nelle mappe forestali esistenti dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, utilizzate anche dalle autorità di regolamentazione dell’Ue.
UN PROBLEMA COMUNE
L’iniziativa è stata lanciata anche per trovare una soluzione collettiva a un problema comune: i set di dati esistenti spesso classificano erroneamente i terreni in cui il caffè è coltivato all’ombra, come aree forestali. In base al nuovo al Regolamento Ue sulla deforestazione, il caffè coltivato su terreni classificati come foresta dopo dicembre 2020 non potrà più essere immesso nei mercati del blocco. La mancanza di dati cartografici precisi e l’errata identificazione delle piantagioni di caffè, quindi, rischia di far escludere milioni di piccoli agricoltori da mercati chiave, nonostante le loro pratiche agricole siano conformi.
Alessia Albertin
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