Responsible Investor: solo il 21% giudica “buoni” i dati Esg
Gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e costosi, con impatti su operatività, supply chain e valore degli asset. Per questo cresce l’attenzione di investitori e aziende verso rischio fisico, adattamento e resilienza climatica.
Tuttavia, la maggior parte di asset manager e asset owner è ancora nelle fasi iniziali di valutazione del potenziale impatto della propria esposizione al rischio fisico climatico: oltre il 60% ha avviato le analisi solo negli ultimi tre anni, anche se quasi l’80% sta già monitorando il rischio nei propri investimenti.
Questo è quanto emerge dalla Climate Risk and Resilience Survey 2026 di Responsible Investor che evidenzia una reale esigenza di dati di qualità.
Tuttavia, la percezione è che tali dati siano scarsi: solo il 21% giudica buona o molto buona la qualità delle informazioni disponibili, limitando la capacità di valutazione del livello di esposizione e all’acquisizione delle informazioni necessarie per adattare e riposizionare correttamente gli asset, così da garantire portafogli resilienti nel lungo periodo.
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