La fashion blogger, Maria Rosaria Rizzo, è laureata in biotecnologia e vive a Parigi. Dal suo sito web elargisce consigli di stile, anche sostenibile, ai fan che la seguono da tutto il mondo
I membri dei board indicano fra le ragioni che spingono gli Esg in consiglio l’impatto sociale, la redditività nel lungo periodo e i rischi reputazionali. Importanti anche le regolamentazioni previste. Poco percepita la pressione degli investitori: solo il 9% la cita
La moda italiana sdogana i fattori environmental, social e governance come fattore di sviluppo. L'evento organizzato da Cnmi coinvolge per la prima volta la finanza Esg nel settore del fashion. Per McKinsey, clienti disposti a pagare di più
Capacità, scopo, persone, culture e tecnologia. Le parole chiave emerse dal confronto che ha chiuso il ciclo di incontri dedicati a investitori, clienti e comunità della società di oil service. Per condividere il nuovo "purpose" e le carte giuste per raggiungerlo
Si tratta della prima analisi sulle Dichiarazioni non finanziarie sviluppata da una Authority dei mercati (assieme a Methodos). Prevale l'effetto compliance, ma era prevedibile. In prospettiva, la transformation è una grande opportunità
La professoressa segna un passaggio storico, riconoscendo l'integrazione degli Esg in azienda come un fenomeno «ineludibile». Che richiede una sfida politica, di cultura e normativa
Al via, nella città toscana, il Recò Festival. Qui si è scoperto da decenni il business del riciclo della lana, e oggi il know how è unico anche per il cachemire
Il fondatore di Integrate ritiene che, nel breve-medio termine, il rating Esg «brillerà di luce propria». La società si propone come riferimento italiano. «Non potrà esserci settore escluso dall'Esg»
Andrew Harmstone, Lead Portfolio Manager della strategia Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM, individua tre punti di non ritorno sul cambiamento climatico. Oltre alla soglia critica ambientale, indica quelle politiche, sociali ed economiche
Nel mondo il 46% dei cda si occupa di sostenibilità almeno una volta l’anno, e l’89% prevede un aumento nei prossimi tre anni. Stati Uniti ancora indietro rispetto ad Australia, Nuova Zelanda ed Europa