Commissione Ue, adozione rapida degli Esrs rivisti
La Commissione europea ha adottato venerdì gli standard europei rivisti per la rendicontazione sulla sostenibilità (Esrs) e uno standard di rendicontazione volontario per le imprese di dimensioni più ridotte.
Gli standard rivisti, si legge sul sito di Bruxelles, sono concepiti per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese dell’UE, garantendo al contempo un’informativa di alta qualità. Essi fanno parte del pacchetto di semplificazione «Omnibus I», che razionalizza la rendicontazione sulla sostenibilità nell’UE e riduce il numero di imprese soggette alla direttiva sulla rendicontazione aziendale in materia di sostenibilità (Csrd).
Gli Esrs rivisti sono più concisi e chiari, introducono nuove flessibilità e snelliscono i processi chiave. Riducono il numero di dati obbligatori di oltre il 60% e il numero totale di dati di oltre il 70 per cento. Si prevede che tali modifiche ridurranno i costi di rendicontazione di oltre il 30% per ciascuna impresa, in linea con l’obiettivo della Commissione di ridurre del 25% gli oneri associati agli obblighi di rendicontazione.
La Commissione ha tenuto conto dei pareri tecnici dell’EFRAG (precedentemente noto come European Financial Reporting Advisory Group), formulati sulla base dei contributi delle parti interessate raccolti nella primavera del 2025 e di una consultazione pubblica sulle bozze dell’EFRAG svoltasi nell’estate del 2025. La Commissione propone adeguamenti mirati per alleggerire ulteriormente l’onere di rendicontazione senza compromettere gli obiettivi politici della CSRD e ha raccolto i pareri delle parti interessate nell’ambito dell’iniziativa “Have Your Say” lanciata questa primavera per raccogliere feedback.
«La Commissione ha agito molto più rapidamente di quanto ci si aspettasse», ha spiegato Andreas Rasche, docente della Copenhagen Business School. L’atto delegato è ora sottoposto all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. È previsto un periodo iniziale di esame di due mesi, durante il quale ciascuna delle due istituzioni può sollevare obiezioni (cosa che, tuttavia, accade raramente). Se nessuno dei due solleva obiezioni, l’atto delegato (assieme a quello sullo standard volontario) entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.
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