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Etf Esg, la correzione non risparmia i bond

15 Set 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
Gli Etf Esg a disposizione degli investitori italiani chiudono un mese negativo sia sul fronte azionario sia su quello obbligazionario. Le tensioni sulle forniture energetiche dal Golfo e il nuovo rialzo del petrolio aumentano i timori sull’inflazione, mentre sui listini pesa anche la debolezza del comparto tecnologico

Gli Etf Esg a disposizione degli investitori italiani mostrano nell’ultimo mese un deterioramento delle quotazioni che coinvolge sia l’azionario sia l’obbligazionario. A pesare sono ancora una volta soprattutto fattori esterni alla sostenibilità: le nuove tensioni sulle rotte di approvvigionamento nel Golfo hanno spinto il Brent vicino a quota 110 dollari al barile, riportando in primo piano il rischio che prezzi energetici elevati possano alimentare nuovamente le pressioni inflazionistiche. Sull’azionario si aggiunge la fase di debolezza del settore tecnologico.

Il risultato è una correzione che questa volta attraversa entrambe le principali asset class. Gli Etf azionari Esg globali ed europei registrano performance mensili negative, ma anche il reddito fisso sostenibile fatica a svolgere una funzione di compensazione. Il rialzo dell’energia rappresenta infatti un elemento potenzialmente critico anche per le obbligazioni attraverso il suo impatto sulle aspettative di inflazione e, di conseguenza, sulle prospettive dei tassi d’interesse.

AZIONARIO ESG: CORREZIONE DIFFUSA

La debolezza interessa in maniera piuttosto uniforme gli Etf Esg collegati agli indici azionari mondiali. Nell’ultimo mese l’iShares Msci World Sri Etf Eur A ha perso il 3,48%, mentre Xtrackers Msci World Esg Etf ha limitato la flessione al 2,08%. Il BNP Paribas Easy Msci World Sri Pab Etf ha ceduto il 3,85% e l’Ubs Msci World Socially Responsible Etf Usd Dis il 3,47%.

Più accentuata la correzione dell’Amundi Msci World Sri Climate Paris Aligned Etf Acc, in calo del 5,36%. Anche l’Invesco Global Active Esg Equity Etf, che adotta invece una gestione attiva, ha registrato una variazione negativa del 3,20%.

Il segnale che emerge non riguarda quindi una singola metodologia Esg, ma una fase di debolezza più generale dell’azionario. Le differenti intensità delle perdite mostrano comunque come la costruzione degli indici e le diverse esposizioni settoriali continuino a incidere sull’andamento delle singole strategie.

EUROPA ESG: IL CALO SUPERA IL 4%

La correzione coinvolge anche gli Etf Esg esposti ai mercati europei. Nell’ultimo mese l’Ubs Euro Stoxx 50 Esg Etf Eur Dis ha perso il 4,40%, stessa variazione registrata dall’iShares Msci Europe Sri Etf Eur A.

Anche in questo caso il movimento va letto all’interno di un quadro di mercato più ampio. La recente accelerazione dei prezzi energetici rappresenta infatti un forte elemento di incertezza soprattutto per l’economia europea, particolarmente sensibile all’andamento delle quotazioni di petrolio e gas.

OBBLIGAZIONARIO ESG: MANCA L’EFFETTO COMPENSAZIONE

Il segnale forse più significativo dell’ultimo mese arriva però dagli Etf obbligazionari Esg. La correzione dell’azionario non è stata accompagnata da un movimento di segno opposto del reddito fisso, che mostra a sua volta performance negative.

L’iShares Global Aggregate Bond Esg Sri Etf ha perso l’1,70% nel mese, mentre Xtrackers II Esg Global Aggregate Bond Etf ha ceduto l’1,69%. La sostanziale coincidenza delle due variazioni conferma la debolezza che ha interessato l’esposizione obbligazionaria globale.

Il quadro non migliora restringendo l’analisi all’area euro. Il BNP Paribas Easy Jpm Esg Green Social & Sustainability Ig Eur Bond Etf ha registrato un -2,59%, mentre Xtrackers Eur Corporate Green Bond Etf ha perso l’1,72%.

Il rialzo di petrolio e gas riporta l’inflazione tra i rischi osservati dagli investitori e rende più complessa la tendenza delle politiche monetarie. Un contesto che riduce almeno nel breve periodo la tradizionale capacità del reddito fisso di compensare le fasi negative dell’equity.

ESG ANCORA GUIDATO DAI FATTORI DI MERCATO

Il quadro dell’ultimo mese conferma soprattutto quanto i trend degli Etf Esg rimangano inseriti nelle dinamiche delle rispettive asset class. La sostenibilità non sembra rappresentare in questa fase un fattore autonomo capace di determinare la direzione delle quotazioni.

La correzione contemporanea di azioni e obbligazioni mostra piuttosto l’effetto trasversale di geopolitica, energia, inflazione e aspettative sui tassi. All’interno di questo scenario, le differenti performance degli Etf Esg continuano però a evidenziare l’importanza delle metodologie utilizzate, delle esposizioni geografiche e della composizione settoriale dei singoli indici.

Fabrizio Guidoni

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