l'evento arriva alla quarta edizione
Iren Esg Challenge 2026, il “territorio sostenibile”
L’ESG Challenge 2026 di Iren accende i riflettori sul territorio come spazio in cui la sostenibilità prende forma concreta. L’evento, che si è svolto il 22 aprile a Piacenza coinvolgendo Confindustria Piacenza, Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano, ha raccolto imprese, istituzioni, università e giovani in un confronto sulle priorità della transizione.
Nel corso dell’evento, Iren ha presentato le 10 sfide ESG 2026, elaborate assieme a ET.Group, aggiornate alla luce del contesto geopolitico e delle evoluzioni di sistema, quindi focalizzandole sugli aspetti del territorio su cui un’azienda ha possibilità di agire. Le sfide sono state presentate da Selina Xerra, Direttrice CSR Iren, e Luca Testoni, direttore ETicaNews, e poi sono state sottoposte a un sondaggio tra i partecipanti. Il risultato restituisce una gerarchia chiara di priorità: al primo posto la necessità di rafforzare la governance territoriale integrata (24%), seguita dall’attivazione di progetti condivisi (19%) e dalla gestione della transizione in chiave preventiva, evitando nuove fragilità (16%).
Nel corso dell’evento sono stati inoltre assegnati i premi ESG Challenge alle 10 migliori tesi universitarie, tra triennali, magistrali e di dottorato, dedicate ai temi Esg, ciascuna con un riconoscimento di 1.000 euro. I vincitori sono stati selezionati tra circa 400 candidature provenienti da 71 università, in prevalenza corsi di laurea triennale. Scopri qui i nomi dei tesisti premiati.
Guarda il video dell’evento qui.
L’EVENTO
La quarta edizione dell’ESG Challenge (dopo quella di Genova e le due a Torino) ha confermato il format dell’iniziativa promossa da Iren: un momento di dialogo tra attori diversi, affiancato alla premiazione delle migliori 10 tesi universitarie sui temi Esg a livello nazionale. La giornata ha visto l’apertura affidata al presidente Luca Dal Fabbro e alla sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, seguita dall’intervento della divulgatrice scientifica Gabriella Greison. Successivamente si è svolta la presentazione delle sfide Esg 2026, seguita da due panel di approfondimento e dalla premiazione delle dieci migliori tesi universitarie.
Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con laboratori partecipativi che hanno coinvolto studenti, aziende e stakeholder locali. Tre i focus tematici (logistica, meccanica e agroalimentare) che hanno messo a confronto diretto imprese, docenti e studenti, rafforzando la dimensione operativa e collaborativa dell’iniziativa.
COMPETITIVITÀ E TERRITORIO
La prima tavola rotonda, dal titolo il “Valore strategico e competitivo dell’equilibrio socio-ambientale territoriale”, ha evidenziato come la sostenibilità stia diventando un fattore sempre più legato alla competitività e alla qualità dei contesti locali. Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca, ha sottolineato la necessità di tenere insieme crescita economica e coesione sociale, richiamando il ruolo centrale delle competenze: «L’impresa non sta nel deserto» e «non si fa Esg senza le teste», evidenziando come innovazione e sviluppo non possano prescindere dalla formazione e dalla protezione delle fasce più fragili.
Per Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi Esg, la trasformazione si gioca su tre leve: innovazione, qualità delle istituzioni e inclusione. «I driver sono l’ecosistema dell’innovazione, la governance e la dimensione sociale», ha spiegato, sottolineando la forte correlazione tra competitività e investimenti.
Un approccio che si riflette anche negli strumenti operativi richiamati da Luca Ferrais, Senior Advisor del Dipartimento del Tesoro Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha evidenziato l’importanza di supportare le Pmi con strumenti concreti: «Vogliamo dare alle imprese gli strumenti per fare da sé», ha osservato, sottolineando come la misurazione delle performance Esg possa diventare un vantaggio competitivo e come gli indicatori Esg, come quelli territoriali e legati ai rischi climatici, possano migliorare il dialogo tra imprese e sistema finanziario.
CONOSCENZA, UGUAGLIANZA E PARTENARIATI
Il secondo panel, relativo a “Le sfide della sostenibilità territoriale: dai dati alle connessioni per decidere e agire”, ha spostato l’attenzione sulle condizioni sociali e culturali che rendono possibile la transizione. Monica Cerutti, General Secretary di UN Women Italy, ha evidenziato come «l’uguaglianza non possa essere considerata un elemento residuale, ma rappresenti una leva competitiva per il sistema Paese», richiamando anche il tema della parità salariale.
Emanuela Colombo, Politecnico di Milano, Delegata della Rettrice per la Diplomazia scientifica, Cooperazione e Sviluppo, ha evidenziato il ruolo strategico della conoscenza: «La filiera della conoscenza è spesso sottovalutata», ha spiegato, sottolineando i rischi di squilibrio globale nella produzione scientifica e la necessità di valorizzare il contributo dei territori.
Infine, Anna Maria Fellegara, Prorettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e componente del Cda della Fondazione Ecosister, ha osservato come «gli aspetti sociali siano meno valorizzati», pur rappresentando una leva fondamentale per uno sviluppo armonico, evidenziando anche l’importanza dei partenariati e della costruzione di una “coscienza di sistema” a livello territoriale.
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