ANALIZZATI OLTRE 12.000 PRODOTTI E 17.000 AZIENDE

S&P Global boccia circa 300 fondi sul Net Zero

23 Giu 2022
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S&P mette in luce un grande ritardo delle aziende sulle loro traiettorie di riduzione delle emissioni e di approvvigionamento di energia più verde. Inoltre, pochissimi fondi sono sulla strada per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi

Solo l’11% del totale dei fondi ed Etf azionari è in linea con lo scenario “ben al di sotto dei 2°C” del Paris Agreement. E la percentuale aumenta di poco, al 12%, se si considerano solo i fondi green. I risultati sono evidenziati nell’ultimo report di S&P Global, “Green funds have a Paris alignment problem”, che analizza in contemporanea circa 12.000 fondi ed Etf azionari, per un valore di mercato di oltre 20 trilioni di dollari, e oltre 17.000 aziende tenute dai fondi, includendo i dati sulle emissioni storiche Scope 1 e 2 dal 2012 e le proiezioni di emissioni al 2025.

Circa la metà dell’universo dei fondi analizzati è allineato con uno scenario di riscaldamento globale entro i 3°C, uno su tre con lo scenario dei 2°C, infine l’11% con i più ambiziosi 1,5°C. Andando invece ad analizzare i fondi green e climate, i risultati mostrano che due su tre sono allineati entro i 3°C, il 40% punta allo scenario dei 2°C mentre, similmente alla generalità dei fondi, solo tra il 10% e il 12% punta a 1,5°C.

In termini di Aum, lo scenario cambia: due terzi del valore di mercato di tutti i fondi è allineato con uno scenario di riscaldamento globale entro i 3°C, mentre solo un quinto circa e il 6,7% dei capitali sono rispettivamente allineati con scenari di 2°C e 1,5°C. Dei fondi green e climate, rispettivamente due terzi e quattro quinti dei capitali sono allineati entro i 3°C, il 40% e il 50% puntano allo scenario dei 2°C, mentre solo l’8,6% e l’1,6% dei capitali punta allo scenario di “ben al di sotto dei 2°C”.

La conclusione di S&P è che c’è «un problema sistemico» in cui pochi fondi, anche green o climate, puntano al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, e che c’è ancora «una lunga strada per allineare il capitale degli investitori alla traiettoria che evita le peggiori conseguenze del cambiamento climatico».

Alessandro Fenili

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