Basta azioni simboliche: sono necessari cambiamenti reali, nuovi processi, valutazioni, programmi educativi e target di lungo termine che mettano la diversity al centro delle politiche di recruitment di lungo termine, non solo a livello di board ma anche di senior management e di executive.
In questo contributo Alberto D'Aroma commenta l'esito del voto assembleare di Bff Bank sulla politica di remunerazione che è stata rigettata da 225 azionisti, rappresentanti il 52% del quorum
In vista della imminente proxy season, la non profit As You Sow ha pubblicato il suo settimo report annuale “The 100 Most Overpaid CEOs: Are Fund Managers Asleep at the […]
Nonostante la lieve diminuzione dei voti contro le proposte inerenti ai membri dei cda (26% nel 2020 vs. 27% nel 2019), permangono notevoli preoccupazioni circa la solidità e gli equilibri […]
Il voto contrario scatta se la diversity del cda è sotto il 30% per la metà dei rispondenti. Nel mirino il comitato nomine e attenzione alla disclosure delle iniziative intraprese
Il voto contrario scatta se la diversity del cda è sotto il 30% per la metà dei rispondenti. Nel mirino il comitato nomine e attenzione alla disclosure delle iniziative intraprese
Il colosso del proxy voting ha presentato a inizio ottobre le revisioni delle sue benchmark policy, da adottare nel 2020. Termini più stretti, in Europa, per i mandati dei consiglieri, per la diversità nei board e per l’Esg nelle remunerazioni. L’approvazione a novembre
Il colosso del proxy voting ha presentato a inizio ottobre le revisioni delle sue benchmark policy, da adottare nel 2020. Termini più stretti, in Europa, per i mandati dei consiglieri, per la diversità nei board e per l’Esg nelle remunerazioni. L’approvazione a novembre
L'Iss consiglia di combinare approcci diversi. Divestment e screening positivo per chi vuole ridurre i rischi climatici, compensazione delle emissioni per chi vuole neutralizzare la CO2 associata agli investimenti, engagement e proxy voting per gli investitori impact
Un gruppo di shareholder ha chiesto al colosso bancario un report sui rischi connessi agli investimenti in sabbie bituminose in Usa e Canada. Secondo la risoluzione, non ancora messa ai voti, Jp Morgan ha investito 8,4 miliardi di dollari tra 2014 e 2017