Transition Financial Tracker
Msci, 2025 più trasparente su Ghg e impegni
«Quasi un quinto (19%) delle società quotate in Borsa aveva un obiettivo climatico convalidato dall’Sbti al 31 dicembre 2025, in aumento rispetto al 14% dell’anno precedente». Questo è uno dei risultati riportati dal Transition Financial Tracker del Msci Institute, relativo al quatro trimestre dello scorso anno. L’Osservatorio si occupa di diversi aspetti in relazione al cammino di transizione del sistema corporate e finanza. I dati, appunto, evidenziano una certa resilienza per quanto riguarda gli impegni climatici delle aziende, in rapporto a tutte le società nell’indice Msci Acwi Imi.
Msci fa riferimento a Sbti, in quanto riconosciuto come indicatore credibile da parte degli investitori, non solo in termini di possibile riduzione delle emissioni azindali, ma anche in termini di ambizioni dichiarate.
Inoltre, secondo Msci, quasi un terzo (32%) delle aziende ha fissato un obiettivo di emissioni nette pari a zero, anche se non necessariamente convalidato da Sbti, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. «Nel complesso – precisa il report -, il 60% delle società quotate in Borsa ha pubblicato una qualche forma di impegno climatico, anch’esso sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente».
DIVULGAZIONE SUI GAS SERRA
Il Tracker di Msci (scarica il pdf) registra progressi anche sul fronte della divulgazione delle emissioni di gas serra (Ghg) da parte delle aziende.
Si stima che il 79% delle società quotate in Borsa abbia divulgato le proprie emissioni di Scope 1 e/o Scope 2 al 31 dicembre 2024, in aumento rispetto al 76% dell’anno precedente (si parla di “stime”, spiegano gli autori, perché le aziende variano nelle date di divulgazione dei dati sulla sostenibilità e sono in corso ulteriori controlli di qualità ).
La maggioranza (56%) delle aziende ha riportato almeno una parte delle proprie emissioni Scope 3, in aumento rispetto al 51% dello stesso periodo. I tassi di rendicontazione per lo Scope 3 rimangono relativamente bassi, precisa il documento, poiché le aziende spesso hanno difficoltà a quantificare le emissioni della propria catena del valore.
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